Dalla prevenzione degli infortuni alle strategie di fan engagement, fino all’analisi avanzata delle prestazioni: le tecnologie AI rivoluzionano le discipline sportive. L’Italia si muove con Vero Volley, mentre USA, Europa e Asia guidano il mercato.
La trasformazione dello sport passa dall’intelligenza artificiale. Secondo una ricerca di Precedence Research citata da Espresso Communication per conto di Vero Volley, il mercato globale dell’AI applicata allo sport ha generato quasi 9 miliardi di dollari nel 2024, ma supererà i 10 miliardi entro la fine del 2025. Le previsioni parlano chiaro: entro il 2033 si supereranno i 60 miliardi, con una crescita annua media del 21% (CAGR). È la cosiddetta ‘AI Euphoria’, come la definisce Gianpaolo Martire, marketing manager del Consorzio Vero Volley: un’ondata di innovazione che investe tutte le discipline sportive e riorienta pratiche, strategie e modelli di business.
Un mercato globale trainato dagli USA. Ma anche l’Europa cresce
Il Nord America è leader con il 35% del mercato, spinto dalle leghe professionistiche NFL, NBA e MLB, che da tempo integrano sistemi di data analysis e machine learning per scouting, gestione atleti, strategia. L’Europa segue con il 24%, forte del calcio professionistico e della collaborazione tra club, università e centri di ricerca. L’Asia (22%) cresce grazie a investimenti mirati in paesi come Cina, Giappone e Corea del Sud.
I casi emblematici: Liverpool, NBA, San Jose Sharks, Wimbledon
Fra i casi studio più noti figura il Liverpool FC, che – come riportato dalla BBC – ha adottato piattaforme AI per ottimizzare le tattiche sui calci piazzati. La NBA, stando a Basketball Network, sviluppa un sistema che analizza centinaia di ore di gioco per comprendere dinamiche di gioco e ridurre infortuni frequenti, come quelli al tendine d’Achille.
Nell’hockey su ghiaccio, i San Jose Sharks della NHL stanno usando l’intelligenza artificiale per rielaborare schemi offensivi e difensivi, ottimizzando decisioni tecniche in tempo reale (Tech Informed). E nel tennis, a Wimbledon, è stato lanciato un assistente AI interattivo – come riportato da UK Tech News – che consente ai fan di ricevere analisi in tempo reale durante i match, rendendo l’esperienza immersiva e personalizzata.
L’Italia c’è: il caso Vero Volley
Nel panorama italiano emerge il Consorzio Vero Volley, pioniere nell’adozione di AI. In collaborazione con K-Sport, ha introdotto sensori intelligenti per monitorare carichi di lavoro, prevenire infortuni e analizzare le performance della prima squadra maschile. La tecnologia è integrata in ogni ambito: logistica degli spostamenti, content creation (generative AI), CRM, marketing automation, fan engagement (realtà aumentata, virtual advertising) e gestione degli archivi tramite tagging automatico dei contenuti.
Recentemente, Vero Volley ha anche presentato una ricerca durante l’AI Festival, basata su 100 casi internazionali d’uso dell’AI nello sport. Tra i dati più interessanti: nel 29% dei casi l’intelligenza artificiale viene impiegata per personalizzare i programmi di allenamento, mentre le leghe più attive in questo ambito sono NFL, NHL e MLS.

AI e inclusione: tra medicina sportiva e accessibilità
Francesco Elmi, AI expert, ha sottolineato anche il valore inclusivo dell’AI: dai virtual assistant per la medicina sportiva, che supportano l’analisi predittiva delle condizioni fisiche degli atleti, fino alle soluzioni per ragazzi sordi che vogliono avvicinarsi allo sport. Un esempio arriva dal Canada, dove i ricercatori della Toronto Metropolitan University hanno dimostrato come l’intelligenza artificiale possa aiutare gli scout a valutare i rookie in base alla prestazione e non solo alla fisicità, riducendo i bias.
Dalla scienza dei dati al miglioramento della performance atletica, dall’inclusività all’entertainment per i tifosi, l’intelligenza artificiale si sta rivelando una leva strategica trasversale. Come afferma Gianpaolo Martire: “L’AI è un’opportunità. Non è una moda, ma un cambio di paradigma. Come ogni cambiamento epocale, va compreso e gestito con consapevolezza. Perché il vero traguardo, oggi, è scegliere l’innovazione che serve davvero”.












