Nel suo intervento, la segretaria propone un patto per il paese che coinvolga politica, sindacato e imprese. Tra le proposte per la sua organizzazione, anche investimenti nella formazione sindacale, come leva strategica
A Roma è in corso il XX congresso della Cisl. Di seguito pubblichiamo la relazione integrale di Daniela Fumarola, segretaria generale, in particolare la parte finale propositiva del suo intervento, utile per capire dove vuole portare l’organizzazione sindacale, che viene guardata con sospetto perché la meno antagonista nei confronti del Governo Meloni.
Dopo un ampio ragionamento sui temi globali dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, ai rapporti di rapporti di genere, sulla violenza sulle donne, al calo demografico, Fumarola entra decisa nel merito della sua proposta di sindacato .
“Il nostro riformismo sindacale ha un perimetro ampio. Lo compongono i tre lati fondamentali della contrattazione, della concertazione e della partecipazione – tre lati che non sono confini, ma frontiere. Delimitano uno spazio inderogabile, ma aperto e capace di far crescere frutti unitari.
Questo terreno va però coltivato con il seme del rispetto e strumenti adeguati alla stagione. Non con arnesi vecchi e pesanti, indossando armature di un tempo che non c’è più e guardando indietro e in basso, come è stato fatto – per uscir di metafora – con i referendum di giugno. Perché può capitare di farsi male da soli. Quando invece è meglio, molto meglio, tenere la testa alta e lavorare, insieme, ai raccolti futuri.
È all’interno di quest’area che chiamiamo a cooperare, senza porre veti, il mondo della rappresentanza imprenditoriale e sindacale. Ci auguriamo di trovare disponibilità e volontà. Da parte di tutti.
Guardare al futuro significa anche innovare il sindacato: potenziare la nostra azione a livello nazionale e internazionale, rafforzare la presenza nei luoghi di lavoro, rendere le sedi più accessibili e integrate con il sistema dei servizi. Vuol dire presidiare il territorio attraverso reti solide, valorizzare le sinergie tra federazioni e strutture orizzontali, aprirsi sempre più ai migranti, ai nuovi cittadini: non solo associarli, ma coinvolgerli negli spazi di decisione.
Ancora: sindacalizzare e responsabilizzare giovani e donne, facendo evolvere i coordinamenti esistenti in luoghi più inclusivi e aggiornati, veri laboratori di partecipazione. Serve un segnale forte contro ogni discriminazione e violenza di genere: più nostri luoghi di ascolto, tutela e protezione per chi subisce offese, abusi, esclusione.
In un tempo segnato da disintermediazione, indifferenza e individualismo, dobbiamo costruire fondamenta solide e adattive, capaci di reggere e governare l’impatto dei cambiamenti.
I nostri riferimenti sono chiari: inclusione, prossimità, ascolto, relazioni umane dirette, innovazione digitale, confederalità. Con questi strumenti dobbiamo rafforzare proselitismo, fidelizzazione, continuità associativa, tracciando nuovi percorsi, mettendo sempre al centro la persona.
Il nostro vero motore resta lo studio. Che è dovere di tutti nell’organizzazione. La Cisl vive se resta avanguardia culturale, progettuale e ideale nel lavoro e nella società. Per questo vogliamo investire con più forza nella formazione sindacale, intesa non come mera opzione organizzativa, ma come vera leva politica.
Intendiamo formare nuove generazioni solide nell’identità e nelle competenze, valorizzare il patrimonio archivistico e documentale come fonti di memoria, conoscenza e appartenenza, potenziare strutture e sinergie tra Dipartimenti, Centro Studi, Fondazioni Tarantelli, Pastore e Marini, qualificare e innovare ulteriormente la produzione di Edizioni Lavoro, per rafforzare capacità di analisi e proposta.
Proiettarci insomma verso nuovi orizzonti, ma affondando le radici nei nostri principi fondativi e mettere questo tesoro di saperi e relazioni al servizio di una politica culturale che sfidi polarizzazioni, populismi e ideologismi amplificati dalle bolle dei social. Anche per tale ragione serve una comunicazione responsabile, moderna, efficace, all’altezza dei tempi.
Sono tutti temi da porre al centro di una riflessione strategica, da far culminare in una Assemblea Organizzativa.












