Massimo Alberizzi modera l’incontro con Federica Iezzi e Federica D’Alessio. In sala immagini e racconti dall’inferno della Striscia
Secondo quanto riportato da Africa Express, quotidiano online, lunedì 14 luglio, all’auditorium della società umanitaria di Milano, si è volto un convegno dal titolo ‘Gaza, il silenzio che urla’. Protagonista dell’incontro è stata Federica Iezzi, medico e giornalista appena rientrata dalla Striscia, dove ha operato come cardiochirurgo pediatrico all’ospedale Kamal Adwan. L’evento è stato moderato da Massimo Alberizzi, corrispondente storico dall’Africa del Corriere della Sera, direttore dei quotidiani Africa ExPress e Senza Bavaglio, che ha sottolineato l’urgenza di tutelare il diritto all’informazione, oggi sotto attacco.

Una voce da Gaza arriva a Milano
Le parole e i video di Federica Iezzi hanno portato alla luce una realtà censurata da un blocco totale imposto dal governo israeliano. “Non avevamo nemmeno i letti per i pazienti”, racconta Federica al quotidiano, descrivendo condizioni sanitarie estreme. Ha ricordato il momento in cui, mentre operava una bambina, è stato dato l’ordine di evacuare l’ospedale entro 20 minuti. Ha scelto di restare, Il Kamal Adwan, ospedale in cui operava, è stato distrutto da un bombardamento. Il direttore, Hussam Abu Safiya, è stato arrestato il 27 dicembre 2024. “Non sono andata a Gaza per criticare Israele. Sono entrata per fare il mio lavoro”, ha affermato. Nel suo racconto ad Africa Express, Iezzi ha parlato di amputazioni su bambini eseguite senza anestesia, solo con tachipirina. Le immagini trasmesse in sala, filmate dalla stessa dottoressa, hanno scosso profondamente i presenti.
Le testimonianze di D’alessio e Alberizzi
Accanto a Iezzi, è intervenuta la giornalista Federica D’Alessio, fondatrice di Kritica.it, che ha denunciato il genocidio in corso, mettendo in guardia contro la normalizzazione della criminalizzazione di interi popoli in nome dell’autodifesa. Massimo Alberizzi ha ribadito che ai giornalisti internazionali è vietato entrare a Gaza. Solo pochi operatori umanitari riescono a uscirne e testimoniare. “È fondamentale difendere il diritto di raccontare ciò che accade”, ha dichiarato, denunciando la repressione della libertà di stampa.












