L’Ice, la polizia dell’immigrazione americana, deporterà tutte le persone che si trovano senza autorizzazione negli Stati Uniti, anche senza precedenti penali, e perseguirà le aziende che le impiegano. Intanto l’approvazione di Trump continua a calare.
In un’intervista esclusiva esclusiva a ‘Face the Nation” su CBS News, Todd Lyons, direttore ad interim dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), ha dichiarato che l’agenzia arresterà chiunque si trovi negli Stati Uniti illegalmente.
La priorità resta su chi ha commesso reati gravi, ma saranno comunque effettuati arresti “collaterali”, di persone cioè che non sono l’obiettivo originario delle operazioni, ma che vengono comunque prese in custodia perché sorprese senza i documenti richiesti
A questo proposito, Lyons ha criticato le giurisdizioni con politiche “santuario” che non collaborano con l’ICE, costringendo gli agenti a operare direttamente nelle comunità.
“Abbiamo aperto completamente il raggio d’azione” ha dichiarato Lyons.
Cambio di rotta rispetto all’era Biden
La politica dell’amministrazione Biden, che limitava gli arresti ai soggetti più pericolosi, è stata annullata con il ritorno di Trump alla Casa Bianca.
L’ICE ha già registrato quasi 150.000 deportazioni nei primi sei mesi del 2025, di cui circa 70.000 riguardano persone con condanne, anche se molti reati sono legati -stando alla CBS News – a violazioni migratorie o infrazioni stradali.
Con i nuovi fondi stanziati dal Congresso, che ammontano a decine di miliardi di dollari, non altrimenti specificati, l’ICE punta a raggiungere 1 milione di deportazioni in un anno, anche se Lyons ammette che non sarà facile. L’amministrazione mira a 3.000 arresti al giorno, spinta dal vice capo di gabinetto Stephen Miller.
L’ICE ha dunque ripreso le retate su larga scala nei luoghi di lavoro, sospese durante l’amministrazione Biden. Centinaia di lavoratori sono stati arrestati in aziende agricole e alimentari, ippodromi, hotel e ristoranti.
Alcune delle tattiche impiegate, come l’uso di maschere da parte degli agenti (che, secondo Lyons, continuerà per motivi di sicurezza), arresti di richiedenti asilo presenti a udienze giudiziarie e raid nei luoghi di lavoro, hanno sollevato numerose critiche.
Focus sui datori di lavoro
Lyons ha dichiarato che l’ICE intende perseguire anche i datori di lavoro che assumono personale non autorizzato, sostenendo che non si tratta di un crimine senza vittime.
Le indagini avrebbero rivelato casi di sfruttamento, lavoro forzato e traffico di minori.
Alla domanda se l’ICE intenda davvero ritenere responsabili i datori di lavoro — e non solo arrestare i lavoratori — Lyons ha risposto: “Al cento per cento”.
Cosa rileva il sondaggio di CBS News
Un sondaggio CBS News/YouGov – condotto su un campione di 2343 adulti statunitensi tra il 16 ed il 18 luglio, nazionalmente rappresentativo in base a genere, età, razza ed educazione e al voto nelle presidenziali del 2024 – mostra un calo nell’approvazione del presidente Trump, soprattutto per quanto riguarda il programma di deportazione, che perde consenso fuori dalla sua base elettorale MAGA e repubblicana.
Molti americani, sebbene riconoscano una riduzione degli attraversamenti al confine, ritengono che l’amministrazione stia espellendo più persone del previsto e usando in modo eccessivo i centri di detenzione.
In particolare, gli ispanici si sentono presi di mira, e la loro approvazione nei confronti del presidente è scesa rispetto all’inizio del mandato, passando dal 50% al 33%.
Cattiva gestione dell’inflazione e pessima legge di bilancio
Sul piano economico, sette americani su dieci chiedono un intervento più deciso contro l’aumento dei prezzi, ritenendo – quasi due terzi del campione – l’azione di Trump sull’inflazione insufficiente.
Valutato eccessivo il taglio in atto della spesa pubblica.
La legge economica di punta del presidente, la “One Big Beautiful Bill Act”, è bocciata dal 60% degli americani, che la considerano favorevole ai ricchi e dannosa per i poveri.
La reazione resta molto partigiana e influenzata dalla scarsa conoscenza dei dettagli della legge.
Nonostante ciò, la maggioranza degli elettori pensa ancora che Trump stia mantenendo le promesse elettorali, sebbene questa percezione sia in calo, soprattutto tra indipendenti e democratici.
La Fed e il caso Epstein
Sull’indipendenza della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, la maggioranza degli americani afferma che dovrebbe restare autonoma dal presidente, anche se molti ammettono di non sapere bene cosa faccia la Fed.
Il governatore Powell riceve fiducia moderata, più dai democratici che dai repubblicani.
Il caso Epstein non incide significativamente sull’opinione che la base MAGA ha del presidente, anche se si registra un certo malcontento interno sulla gestione del dossier. Tuttavia, la maggioranza degli americani vuole la pubblicazione completa dei documenti, sospettando che contengano informazioni compromettenti su persone potenti.
Nel complesso, l’approvazione di Trump continua a scendere, attestandosi attorno al 40%, con uno zoccolo duro compatto, ma una crescente disapprovazione da parte del resto del Paese.
Foto (Ansa)


















