Quasi due settimane dopo che il presidente Donald Trump ha cercato di archiviare ogni discorso sul caso Jeffrey Epstein, la vicenda continua a tormentare la sua amministrazione. Il tema, ritenuto chiuso da Trump e dai suoi portavoce, è tornato alla ribalta grazie a un nuovo articolo del Wall Street Journal, che ha riacceso i riflettori sulla sua passata relazione personale con Epstein.
Quando l’8 luglio durante una riunione di Gabinetto a Trump venne chiesto di Jeffrey Epstein, il ricco imprenditore morto suicida nel 2019 in carcere, dove era detenuto con l’accusa di abuso e traffico sessuale di minori, il presidente liquidò la cosa cambiando presto discorso, concentrandosi sul successo della sua legge di bilancio appena approvata.
L’articolo, però, del 17 luglio del Wall Street Journal, sui rapporti tra Trump e Epstein, – che avrebbe ricevuto dal presidente per i suoi 50 anni un biglietto con lo schizzo di un corpo femminile e un messaggio d’auguri ammiccante (“possa ogni giorno essere uno splendido segreto”) – costringe il presidente a occuparsi seriamente della faccenda.
La causa al WSJ
Dopo avere negato di aver scritto e disegnato il biglietto, il presidente ha depositato il 18 luglio alla Corte Distrettuale di Miami, Florida, una causa per diffamazione – con una richiesta di risarcimento di almeno 10 miliardi di dollari – contro il WSJ, edito da Dow Jones, News Corp e il suo proprietario Rupert Murdoch che, seppure con qualche discontinuità, lo ha sempre sostenuto.
La reazione tra i MAGA
Alcuni fedeli sostenitori di Trump sono convinti che altri abbiano partecipato agli abusi di minori commessi da Epstein e sono rimasti così infastiditi dall’annuncio del Dipartimento di Giustizia, secondo cui non vi sono ulteriori documenti del caso Epstein da divulgare, che hanno dichiarato di non escludere di disertare le elezioni di metà mandato.
Tra i Maga più preoccupati per una possibile perdita di seggi repubblicani nelle prossime elezioni compare Stephen K. Bannon, ex consigliere di Trump e conduttore di un noto talk show, che venerdì scorso, insieme ad altri influenti commentatori conservatori, ha richiesto all’amministrazione ulteriori documenti sulla vicenda e la nomina di un procuratore speciale.
Richiesta questa che la Casa Bianca ha chiarito Trump non intende accogliere.
Che ci sia bisogno di chiarimenti lo denuncia anche un sondaggio Reuters/Ipsos della scorsa settimana che ha rilevato che il 60% degli americani pensa che “il governo stia nascondendo dettagli sulla morte di Epstein”, inclusi il 55% dei repubblicani. E il 69% ritiene che il governo federale stia nascondendo dettagli sui clienti di Epstein, tra cui il 62% dei repubblicani.
La base si ricompatta: Trump come vittima
Tra i principali esponenti del mondo MAGA, però, l’articolo del Journal ha provocato indignazione contro i media e li ha fatti ricompattare intorno a quello che considerano il bersaglio di un attacco ingiusto.
“MAGA ora è unita, perché vede un nemico comune. Vedono chiaramente qual è la realtà: è il Deep State, con i suoi partner nei media, guidati da Murdoch, che vuole distruggere Trump”, ha detto Bannon al Washington Post, che vede la vicenda come un complotto contro il presidente, piuttosto che una questione legata alle scelte della Casa Bianca sul caso Epstein. “Ed è stato chiaro fin dall’inizio.”
Il rischio con gli elettori indipendenti
“La stragrande maggioranza degli americani non passa ogni momento della giornata a chiedersi cosa sia successo a Epstein.” ha dichiarato Whit Ayres, veterano sondaggista repubblicano, aggiungendo : “È principalmente un problema interno al mondo MAGA”.
Il gruppo di americani per cui questa vicenda potrebbe costituire un problema per Trump è però quello degli elettori meno convinti, “occasionali”, da cui Trump ha ottenuto ottimi risultati nella campagna del 2024.
Tuttavia anche prima della vicenda Epstein, Trump stava perdendo terreno con questi elettori.
I democratici hanno tentato di trarre vantaggio dalla questione, sollecitando l’amministrazione Trump a rendere noti i documenti legati alla vicenda.
Nonostante un recente aumento significativo delle ricerche online sull’argomento, però, la vicenda non ha finora attirato l’attenzione di molti elettori,.
Secondo un sondaggio della Quinnipiac University condotto nell’ultima settimana, infatti solo 2 elettori su 10 stanno seguendo le notizie sui file di Epstein con particolare attenzione.
La Casa Bianca cerca di cambiare argomento
Alla Casa Bianca, secondo il Washington Post, il caso Epstein è stato interpretato come “un elemento di distrazione, arrivato in un momento poco opportuno”, mentre Trump, a sei mesi dall’inizio del secondo mandato, cerca di capitalizzare i successi ottenuti dopo aver firmato il Big Beautiful Bill il 4 luglio, un pacchetto legislativo che Trump ha definito “storico.
“Ho ottenuto più successi in 6 mesi di quanti forse qualsiasi presidente nella storia del nostro Paese abbia mai fatto”, ha detto Trump di recente. “E tutto ciò di cui vogliono parlare — spinti dalle Fake News e dai Democratici disperati — è la bufala su Jeffrey Epstein.”
D’altronde Trump ha già superato con successo due scandali: l'”Access Hollywood” del 2016 e la condanna nel processo penale l’anno scorso per pagamenti segreti a una pornostar.
Ma adesso è chiaro che, con l’intensificarsi della pressione mediatica, il caso rappresenta una minaccia più significativa, considerando che il consenso del presidente presso l’opinione pubblica è in calo e le elezioni di metà mandato sono all’orizzonte.
Foto (Ansa): La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt alla conferenza stampa sul caso Epstein

















