Tax credit e crisi audiovisivo: Sbarigia fa pace con Giuli. E punta alla rielezione in Apa

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“La presidente di APA, Chiara Sbarigia, con il vicepresidente Matteo Levi ha partecipato all’incontro con il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni”.
Inizia così la nota diffusa ieri dall’Associazione dei Produttori Audiovisivi, che sancisce una tregua formale tra Sbarigia e il ministro Giuli, dopo mesi di tensioni politiche e polemiche pubbliche che hanno investito il vertice del Ministero della Cultura.

Rapporti complicati a fare da sfondo

Lo scontro, diventato anche mediatico, si era inasprito attorno alla figura della sottosegretaria Borgonzoni – da sempre rivale interna di Giuli – e, per riflesso, della stessa Sbarigia, considerata sua alleata e amica.
A innescare la miccia erano state le rivelazioni de ‘Il Fatto Quotidiano’ su Fabio Longo, consulente di entrambe, che avrebbe imposto linee editoriali compiacenti in cambio di finanziamenti a giornalisti, dicendo: “Puoi sparare su Giuli quanto vuoi, basta che non tocchi Borgonzoni o il conflitto di interessi della Sbarigia”.

Lucia Borgonzoni (foto Ansa)
Lucia Borgonzoni (foto Ansa)

I rapporti burrascosi tra Giuli e Borgonzoni non sono mai stati un segreto. Il culmine era arrivato il 6 giugno, quando Giuli aveva deciso di escludere la sottosegretaria da un incontro ufficiale con le associazioni del cinema, pur rientrando quel settore nelle sue deleghe.
Poi, il 29 giugno, la presidente di Cinecittà, Chiara Sbarigia, vicina alla deputata leghista, aveva annunciato a sorpresa le sue dimissioni.
Il giorno successivo, il ministro aveva diffuso un comunicato distensivo, ringraziandola per il lavoro svolto e negando fratture, mentre in Parlamento la vicenda veniva portata all’attenzione con un question time.

A complicare ulteriormente la situazione, sono arrivate le dimissioni di Nicola Borrelli, direttore generale del settore cinema e audiovisivo, stimato per competenza e continuità, che ha lasciato vacante una figura-chiave nel dialogo tra istituzioni e industria, proprio mentre è in stallo l’assegnazione del tax credit 2024.

Passi di riavvicinamento

È in questo contesto che si è tenuto l’incontro tra i vertici dell’APA, Giuli e Borgonzoni, con l’obiettivo di sbloccare i decreti. “Siamo soddisfatti per l’incontro, che ha visto l’unità di tutto il settore e ha ribadito che il dialogo proficuo con le istituzioni non è interrotto”, le parole di Sbarigia.
La presidente ha rivendicato il lavoro fatto nella revisione del testo sulla riforma del tax credit, sottolineando come il comparto audiovisivo “sia stato il più solido sul piano strutturale e occupazionale” e come il rapporto tra produttori e broadcaster, fondato sulla congruità dei budget e il dialogo con il pubblico, abbia permesso di restare estranei allo scandalo Kaufmann: il caso del produttore americano accusato di omicidio, finanziato sotto falso nome grazie agli incentivi pubblici.

“È urgentissimo accelerare la firma dei decreti 2024, fondamentali per la stabilità delle imprese”, ha aggiunto Sbarigia, che ha anche chiesto “una nuova ripartizione delle risorse pubbliche” includendo l’intrattenimento e una maggiore quota di diritti di proprietà intellettuale per i produttori nelle trattative.

La guida di Apa

Dopo settimane nel cono d’ombra del ministro, e con l’incarico in scadenza, Sbarigia rilancia così la sua posizione anche all’interno dell’Apa, dove i produttori – rassicurati dalla sua ritrovata interlocuzione con il ministero – sembrano pronti a sostenerne la riconferma alla presidenza.

In apertura: Chiara Sbarigia e Alessandro Giuli (collage con foto Ansa)