New York Times (Foto LaPresse - AP Photo/Mark Lennihan)

Il NYTimes si schiera con il WSJ : “Ritorsione presidenziale contro la stampa”

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L’esclusione del Wall Street Journal dalla stampa della Casa Bianca dopo l’inchiesta su Epstein è una minaccia alla libertà di stampa.

Il New York Times ha preso posizione a favore del Wall Street Journal dopo che l’amministrazione Trump ha escluso il quotidiano finanziario dal gruppo stampa che seguirà Trump in Scozia, in seguito a un’inchiesta sui legami tra Donald Trump e Jeffrey Epstein.

L’inchiesta che ha fatto infuriare Trump

Al centro della vicenda c’è un articolo del Wall Street Journal che riporta l’invio, da parte di Trump, di un biglietto augurale “licenzioso” per i 50 anni di Epstein nel 2003.

Trump ha negato le accuse e ha avviato una causa per diffamazione da 10 miliardi di dollari contro il giornale, che ha ribadito la solidità della propria inchiesta.

Il NYT: “Attacco alla libertà di stampa”

In una dichiarazione pubblica, un portavoce del Times ha definito l’azione della Casa Bianca “una semplice ritorsione da parte di un presidente contro un’organizzazione giornalistica che ha pubblicato un’inchiesta a lui sgradita”, avvertendo che “queste azioni privano gli americani del diritto di essere informati su come opera il proprio governo”.

“Il rifiuto della Casa Bianca di consentire a una delle principali testate del Paese di seguire l’attività dell’ufficio più alto è un attacco ai principi costituzionali alla base della libertà di espressione e di stampa”, ha aggiunto il portavoce.
“Tutti gli americani, a prescindere dal partito, meritano di conoscere e comprendere le azioni del presidente, e i giornalisti svolgono un ruolo essenziale in questo interesse pubblico”.

Precedenti preoccupanti e gestione autoritaria degli accrediti

Non si tratta di un caso isolato. A febbraio, l’amministrazione Trump aveva già escluso l’Associated Press per essersi rifiutata di utilizzare la dicitura “Golfo d’America” al posto di “Golfo del Messico”.

Inoltre, la Casa Bianca ha assunto il controllo diretto del sistema di assegnazione dei posti stampa, tradizionalmente gestito dalla White House Correspondents’ Association, permettendo un controllo selettivo sugli accessi.

Weijia Jiang, presidente dell’associazione, ha definito l’episodio “profondamente preoccupante” e un chiaro esempio di “ritorsione governativa”, sottolineando il pericolo per le garanzie del Primo Emendamento.

Una strategia legale contro i media critici

L’esclusione del WSJ si inserisce in una più ampia campagna legale contro i media.

Trump ha infatti intentato cause milionarie anche contro CBS/Paramount, ABC News e Meta, tutte risolte con accordi economici fuori dai tribunali., che non fanno che accrescere il timore che il diritto all’informazione venga compromesso in modo strutturale.