L’obiettivo è arrivare in borsa nel 2026, dice il miliardario editore. Ma la situazione interna alla redazione non è delle più semplici, tra conti in rosso e tensioni sulla linea editoriale
Il Los Angeles Times sarà quotato in Borsa. L’editore, il miliardario, Patrick Soon-Shiong ha annunciato che l’operazione avverrà entro il prossimo anno.
“Renderemo letteralmente pubblico il LA Times e permetteremo che venga democratizzato e che il pubblico abbia la proprietà di questo giornale”, ha dichiarato in un’intervista televisiva l’imprenditore di origini sudafricane, ex chirurgo, che ha costruito la sua fortuna sviluppando farmaci contro il cancro.
“Che tu sia di destra o di sinistra, democratico o repubblicano, sei un americano. Ecco perché per noi è importante offrire un giornale che sia davvero la voce del popolo”, ha aggiunto.
Tagli e tensioni in redazione
Nel 2018 Soon-Shiong è entrato nel settore editoriale acquistando, per mezzo miliardo di dollari, il Los Angeles Times e il San Diego Union-Tribune. Ha poi venduto il secondo al gruppo MediaNews, mantenendo la guida del primo, tra le polemiche.
La sua gestione dello storico quotidiano è stata spesso criticata da parte della redazione e dei lettori, per lo più appartenenti all’area progressista.
Nel 2020 ha impedito al comitato editoriale di esprimere un endorsement nelle primarie democratiche (il giornale si preparava a schierarsi con Elizabeth Warren), salvo poi autorizzare il sostegno a Joe Biden nelle elezioni generali. Nel 2024 ha bloccato invece quello per la candidata dem Kamala Harris.
La decisione ha provocato una valanga di cancellazioni di abbonamenti e le dimissioni di diversi redattori ed editorialisti di spicco.
E la disaffezione dei lettori si è accentuata con la sua scelta di aprire le pagine a firme più conservatrici.
Oltre alle tensioni sulla linea editoriale, il giornale versa in difficili condizioni economiche. Aver tagliato oltre il 20% della redazione non è bastato a contenere perdite che nel 2024 hanno superato i 50 milioni di dollari. Insomma, non il migliore dei biglietti da visita per presentarsi al mercato azionario.













