Donald Trump (foto LaPresse)

Trump vara il piano per l’IA. Battere la Cina e dominare nel mondo gli obiettivi

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Poche regole e spinte alla crescita nel progetto della Casa Bianca per sostenere la nuova tecnologia. Stop agli standard considerati troppo liberal o woke

Battere la Cina e accelerare il progresso tecnologico negli Stati Uniti. Sono gli obiettivi del piano d’azione della Casa Bianca per l’intelligenza artificiale.
‘Winning the Race: America’s AI Action Plan’ il titolo del progetto, reso noto proprio mentre Donald Trump, il 23 luglio, ha preso parte a un evento a Washington con i principali leader del settore per discutere il documento.

Tre pilastri e quattro linee politiche chiare

Il piano dà essenzialmente il via libera all’industria per muoversi con la rapidità che desidera, il tutto in nome della competizione globale, puntando su un approccio non interventista e pro-crescita verso l’IA.

Tre i “pilastri” principali: accelerare l’innovazione, sviluppare infrastrutture di intelligenza artificiale negli Stati Uniti e fare dell’hardware e del software americani la piattaforma ‘standard’ per le innovazioni di intelligenza artificiale sviluppate in tutto il mondo.
Quattro politiche chiave: l’esportazione dell’IA americana, la promozione della rapida espansione dei data center, il sostegno all’innovazione e all’adozione dell’IA e la libertà di parola nei modelli di frontiera. Secondo il rapporto, qualsiasi legge statale che l’amministrazione Trump ritenga in conflitto con gli standard federali stabiliti dal Communications Act potrebbe essere utilizzata come base per negare i finanziamenti.

Open source e formazione

Si punta anche ad incoraggiare l’IA open source, aiutando startup e accademici ad accedere al calcolo attraverso partnership pubblico-private presso la rete Nairr, il dipartimento del Commercio, l’Office of Science and Technology Policy e la National Science Foundation.
Il piano sollecita inoltre diversi dipartimenti ad adottare programmi di formazione per il personale addetto all’IA e a dare priorità agli investimenti governativi in tecnologie emergenti come droni e auto a guida autonoma.

Infine, gli Stati Uniti dovranno “soddisfare la domanda globale di IA esportando l’intero stack tecnologico di IA – hardware, modelli, software, applicazioni e standard – a tutti i paesi che desiderano aderire all’alleanza americana per l’IA”.

Via gli standard considerati ‘woke’

A livello federale, il piano prevede la modifica degli standard di appalto per l’IA considerati troppo liberali o “woke” e l’aggiornamento del quadro di gestione del rischio dell’IA per eliminare riferimenti a Dei (i programmi per diversità, equità e inclusione), disinformazione e cambiamento climatico.
In particolare si raccomanda che i modelli linguistici di grandi dimensioni acquisiti dal governo federale siano “oggettivi e liberi da pregiudizi ideologici dall’alto verso il basso”.