Fox pensa al proprio futuro dando ampio spazio ai content creator e si trasforma da produttore esclusivo a partner. La sfida ora è rafforzare questo ecosistema mantenendo in equilibrio libertà editoriale e sostenibilità economica.
Fox Corporation sta cambiando strategia proponendosi come nuovo attore nei media digitali.
Con un’aggressiva campagna di acquisizioni e partnership, il colosso che controlla Fox News, Fox Sports e la piattaforma streaming Tubi, acquisita nel 2020, sta costruendo infatti una rete sempre più articolata di creator indipendenti, distinguendosi dall’approccio prudente dei suoi concorrenti tradizionali.
La campagna acquisti
Lo scorso febbraio Fox Corp ha infatti acquisito la Red Seat Ventures, una società di media digitali che lavora con ex volti noti di Fox News come Megyn Kelly, Tucker Carlson e Bill O’Reilly, che sono così rientrati “nell’orbita Murdoch”, anche se formalmente non sono più dipendenti dell’emittente.
Tra i clienti di Red Seat Ventures compaiono altri nomi noti della scena conservatrice e del giornalismo indipendente, come Bari Weiss, Nancy Grace, Chris Hansen e Dr,Phil, capaci di raggiungere milioni di ascoltatori via streaming e piattaforme digitali.
Negli ultimi mesi, Fox ha poi annunciato l’ingresso nel proprio ecosistema di altri personaggi e progetti come il podcast conservatore Ruthless, la popolare podcaster Brett Cooper e Barstool Sports di Dave Portnoy, piattaforma di blog e video su argomenti vari, dallo sport all’intrattenimento, con un tono irriverente e spesso controverso.
Nuovi equilibri tra media e talenti
Il cuore della strategia di Fox risiede in una trasformazione radicale del rapporto tra media aziendali e personalità editoriali. «Nel passato, le reti lineari puntavano a contratti esclusivi per “possedere” il talento», spiega Paul Cheesbrough, ceo di Tubi Media Group, divisione di Fox Corp creata per la gestione e lo sviluppo delle attività media digitali e dello streaming gratuito.
«Oggi, l’economia dei creator richiede flessibilità e coesistenza su più piattaforme.» ha aggiunto.
Fox offre ai creator un ecosistema ibrido: supporto alla produzione e distribuzione, accordi pubblicitari su larga scala e accesso a un pubblico televisivo generalista.
Una struttura come Red Seat Ventures garantisce visibilità e monetizzazione, senza imporre vincoli esclusivi.
L’acquisizione, lo scorso febbraio, della società di tecnologia pubblicitaria per podcast Backtracks inoltre conferma la volontà di rafforzare la filiera commerciale attorno ai contenuti indipendenti.
Il problema dell’età del pubblico
Al di là della logica economica, la strategia risponde a un’esigenza strutturale: il ricambio generazionale del pubblico. Fox News, storicamente legata a telespettatori più anziani, cerca nuovi canali per intercettare gli under 40. «Vogliamo massimizzare la nostra portata e raggiungere anche le fasce più giovani», sottolinea Cheesbrough.
Uno dei cardini di questa espansione è l’integrazione tra podcast e video: «Chi produce podcast senza una componente visiva sta perdendo una grande opportunità. Il video diventerà dominante», aggiunge.
Il vantaggio della struttura leggera
La trasformazione di Fox è ancora più significativa se si guarda al punto di partenza. Dopo la cessione della sua divisione cinematografica – la Twenty-First Century Fox – alla Disney nel 2019, Fox Corp. sembrava destinata a un ruolo marginale nel panorama mediatico globale.
In particolare il servizio streaming Fox Nation sembrava non poter competere con progetti come CNN di Warner Bros Discovery, che non ha avuto successo, o dello streaming gratuito di NBC di Comcast.
Tuttavia, proprio la sua dimensione più contenuta si è rivelata un vantaggio, perchè Fox ha potuto acquisire e rafforzare il servizio streaming Tubi e pianificare il lancio di un secondo servizio streaming, Fox One.
Strategia politica e resistenza ai colossi
Le dimensioni ridotte di Fox Corp le hanno garantito anche una certa indipendenza rispetto ai condizionamenti della politica.
A differenza di altri gruppi mediatici come Paramount o miliardari come Jeff Bezos su cui Trump fa pressioni continue, anche attraverso gli strumenti regolatori, Fox – e la famiglia Murdoch – hanno mantenuto una linea editoriale conservatrice che, pur cauta, non si è piegata del tutto al presidente.
In parallelo, la famiglia Murdoch ha abbandonato la sua tradizionale ostilità verso Big Tech – in particolare Google – e si è aperta ad una nuova fase di collaborazione forzata. E oggi YouTube, controllata da Google, è il principale palcoscenico per molti dei nuovi volti della Fox.
«Oggi è difficile scommettere contro YouTube. Ma ciò che conta davvero è costruire un sistema che permetta ai creator di crescere – e a noi di restare rilevanti» ha concluso Cheesbrough.
Foto (YouTube): Paul Cheesbrough












