Reform Uk promette di abrogare il nuovo Online Safety Act

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Il leader del partito della destra populista Nigel Farage sostiene che la legge sia “un passo verso uno stato distopico”, perché mette a rischio la libertà d’espressione.

L’ultimo aggiornamento dell’Online Safety Act, la legislazione adottata dal Regno Unito per regolare e migliorare la sicurezza online, entrato in vigore lo scorso 25 luglio, è vista dal partito Reform Uk come un attacco alla libertà di espressione.

Destano particolare preoccupazione i poteri conferiti al regolatore Ofcom per imporre multe alle piattaforme di social media.

Durante una conferenza stampa a Westminster, Nigel Farage, fondatore del partito Reform Uk (denominato fino al 2021 “Brexit Party”) e il suo collaboratore Zia Yusuf hanno infatti dichiarato che la legge rischia di “costringere le aziende di social media a censurare il dissenso contro il governo”, sottolineando il pericolo di un regime autoritario mascherato da misure di sicurezza.

Le preoccupazioni sulla sicurezza dei minori

Sebbene Farage e Yusuf abbiano ribadito l’importanza di proteggere i bambini dai contenuti dannosi, come quelli legati al suicidio, hanno ammesso di non avere una soluzione concreta, ma hanno affermato che il partito ha accesso a esperti tecnologici di livello mondiale per intervenire contro una legge “inefficace”.

Yusuf ha portato ad esempio la verifica dell’età, una misura prevista  che lui ritiene inutile “perché basta utilizzare server proxy VPN per accedere come se si fosse al di fuori del Regno Unito”.

La posizione di Starmer

Keir Starmer, primo ministro britannico, ha risposto alle critiche, affermando che l’Online Safety Act “non censura nessuno” e serve solo a proteggere i bambini da contenuti dannosi.

“Abbiamo la libertà di parola da molto tempo, e la proteggeremo per sempre”, ha dichiarato.

Migrazione e criminalità: il legame secondo Farage

Durante la stessa conferenza, Farage ha rilanciato la sua retorica sulla migrazione, collegando l’aumento delle aggressioni sessuali alla politica migratoria.

Sebbene non abbia fornito prove a sostegno delle sue affermazioni, ha identificato come problematici gli arrivi da Afghanistan, Iraq, Iran ed Eritrea, accusando questi paesi di non rispettare i diritti delle donne.

La risposta della Molly Rose Foundation

“Abrogare l’Online Safety Act sarebbe un passo indietro che non solo metterebbe a rischio maggiore i bambini, ma sarebbe in contrasto con la popolarità riscossa presso il pubblico”, ha dichiarato Andy Burrows, ceo della Molly Rose Foundation, che si batte per la prevenzione del suicidio e contro i rischi online.

Foto (Ansa): Nigel Farage

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