Uno spettatore giovane su 5 sceglie YouTube quando accende il televisore, e lo guardano di più anche gli adulti.
Secondo l’ultimo rapporto di Ofcom, l’ente regolatore delle comunicazioni nel Regno Unito, YouTube è diventata la prima destinazione televisiva per la generazione Alpha, per i bambini cioè di età compresa tra i 4 e i 15 anni.
Uno su cinque accede direttamente alla piattaforma appena accende la televisione. Subito dopo si posizionano Netflix, BBC One e BBC iPlayer.
Questi dati indicano una trasformazione radicale nella fruizione della televisione delle nuove generazioni, sempre più orientate verso contenuti on demand e personalizzati rispetto alla programmazione lineare dei canali tradizionali.
Un fenomeno che riguarda tutte le età
L’aumento dell’uso di YouTube sulla tivù del salotto non è limitato ai più giovani.
Il rapporto evidenzia una crescita significativa anche tra gli over 55, che nel 2024 hanno trascorso in media 11 minuti al giorno sulla piattaforma, quasi il doppio rispetto al 2023.
Inoltre, il 42% della visione di YouTube in questa fascia avviene tramite televisore, segnando un evidente spostamento dalle modalità di fruizione tradizionali.
La TV tradizionale perde terreno tra i giovani adulti
La fascia d’età compresa tra i 16 e i 24 anni ha guardato nel 2024 solo 17 minuti al giorno di televisione lineare.
Meno della metà (45%) si è sintonizzata su canali tradizionali in una settimana media, con un ulteriore calo rispetto al 48% del 2023.
Nel complesso, nel 2024 YouTube è diventata la seconda piattaforma più vista in UK, dopo la BBC, superando ITV, con una media di 39 minuti di visione al giorno.
YouTube imita la TV
Un elemento chiave del successo di YouTube è l’evoluzione dei suoi contenuti: la metà dei video di tendenza sulla piattaforma di Google assomiglia sempre più a programmi televisivi con interviste lunghe, giochi a premi e talk show.
Questo avvicinamento di stile alle emittenti generaliste rende YouTube un concorrente della tivù tradizionale, anche sul piano della pubblicità e del tempo di fruizione.
La sfida per le emittenti pubbliche
Alle emittenti di pubblico servizio come BBC, ITV e Channel4 non resta che investire maggiormente su YouTube per raggiungere il pubblico più giovane, anche se ciò comporta problemi economici e di controllo.
La piattaforma video infatti trattiene una parte significativa dei ricavi pubblicitari e l’uso di spazi esterni riduce il traffico verso le piattaforme proprietarie delle emittenti.
L’appello di Ofcom: “Serve più ambizione digitale”
“Le emittenti stanno iniziando a spostarsi negli spazi online dove il pubblico ormai si trova, ma serve ancora più ambizione”, ha dichiarato Ed Leighton, direttore strategico ad interim di Ofcom, invitando le tivù a collaborare con YouTube, ma a condizioni eque.
Anche il presidente di Ofcom, Michael Grade, ha sollevato la questione politica, proponendo nuove leggi che obblighino YouTube a dare maggiore visibilità ai contenuti delle emittenti pubbliche britanniche, per garantire la sopravvivenza di un’informazione pluralista e accessibile.
Foto (YouTube): Michael Grade, presidente Ofcom












