News Corp: risultati solidi e il piano per proteggersi dall’“arte del furto” dell’AI

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Nonostante un calo dei ricavi in Australia, le attività globali di News Corp hanno registrato solidi risultati finanziari annuali con un aumento del 2% dei ricavi annuali. Il ceo Thomson non manca di provocare Trump in tema di intelligenza artificiale.

Una delle divisioni con performance più deboli all’interno del portafoglio di News Corp è stata quella dei media, News Media, che a livello globale ha visto i ricavi annuali diminuire di 100 milioni di dollari statunitensi, ovvero del 4%.

All’interno di questa, i ricavi pubblicitari sono scesi di 39 milioni di dollari, pari al 5%, principalmente a causa del calo della pubblicità sulla stampa in Australia e della pubblicità digitale nel Regno Unito (News UK).

L’attività australiana – che comprende The Australian, The Daily Teleraph e Herald Sun –, suddivisa nelle voci “Advertising” (Pubblicità), “Subscription and circulation” (Abbonamenti e diffusione) e “Other” (Altro), ha registrato un calo complessivo del 2% dei ricavi rispetto all’anno precedente.
I ricavi pubblicitari, in particolare, sono diminuiti del 5% nell’ultimo anno fiscale, attestandosi a 343 milioni di dollari.

Sul fronte degli abbonati digitali alle testate, News Corp Australia conta ora 993.000 sottoscrizioni contro le 968.000 dell’anno scorso.

A livello globale, si conferma il lento passaggio ai ricavi digitali: nel quarto trimestre, rappresentano infatti il 38% della divisione News Media, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per quanto riguarda la carta stampata, i ricavi da circolazione e abbonamenti sono diminuiti di 10 milioni di dollari a livello globale nell’intero anno finanziario, con un calo dell’ 1%, principalmente a causa del calo dei volumi di stampa.

Risultati record per settori finanza e immobiliare

News Corp, che ha sede negli Stati Uniti, ma è quotata anche alla borsa australiana, controlla anche la casa editrice Harper Collins e Dow Jones, che comprende marchi come The Wall Street Journal, Barron’s, MarketWatch e Investor’s Business Daily,e ha una partecipazione di maggioranza in REA Group, che possiede realestate.com.au.

Lo scorso dicembre News Corp. ha invece ceduto per 2,1 miliardi di dollari Foxtel, la piattaforma australiana di pay tv e streaming a DAZN , in cui oggi ha una quota del 6% e un seggio nel consiglio di amministrazione.

Due delle voci che News Corp. cita come “pilastri principali di crescita”, oltre all’editoria, ossia realestate.com.au e Dow Jones, hanno generato entrate record nell’ultimo anno, portando i ricavi complessivi a 8,45 miliardi di dollari e registrando un aumento del 2% rispetto agli 8,25 miliardi dell’anno precedente.

Cresciuta del 14% anche l’Ebitda, gli utili cioè prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni.

La partecipazione di controllo in REA ha rappresentato una fonte continua di guadagni per News Corp, con ricavi annuali record pari a 1,25 miliardi di dollari.

Secondo News Corp, l’aumento del 12% su base annua è stato trainato dalla solidità del mercato residenziale australiano, in cui si attende tuttavia maggiore competizione da parte del rivale Domain Holdings Australia, che è stato appena acquistato dal colosso statunitense CoStar Group per 1,9 miliardi di dollari.

L’amministratore delegato di News Corp, Robert Thomson,  ha descritto il risultato complessivo come  “eccellente”.

Thomson: “L’arte del furto” dell’IA

Subito dopo la pubblicazione dei risultati finanziari, Thomson ha dichiarato agli analisti, che News Corp si trova “nel pieno di negoziati avanzati con diverse aziende di intelligenza artificiale” per la vendita della sua proprietà intellettuale.

Le aziende mediatiche in tutto il mondo hanno sollevato preoccupazioni su come verranno compensate per i contenuti già utilizzati per addestrare i prodotti di intelligenza artificiale.

Ed alcune di esse hanno intentato cause contro aziende di intelligenza artificiale, tra cui OpenAI, operatore di ChatGPT, per aver utilizzato i loro contenuti per addestrare modelli di IA senza autorizzazione.

A maggio, un giudice federale ha respinto la richiesta di OpenAI di archiviare una causa intentata dal New York Times riguardo all’uso dei contenuti del quotidiano.

E, rimanendo in casa News Corp., Dow Jones, editore del Wall Street Journal, e il New York Post hanno fatto causa a Perplexity AI in ottobre per accuse simili legate alla violazione del copyright.

La battuta a Trump

In un commento pensato per attirare l’attenzione del presidente degli Stati Uniti, Thomson ha fatto riferimento ai libri, incluso “The Art of the Deal” di Donald Trump, che vengono utilizzati dagli engine di IA senza alcuna compensazione.

“È giusto che i suoi libri vengano consumati da un motore di IA che poi trae profitto dai suoi pensieri cannibalizzando i suoi concetti, compromettendo così le vendite future del suo libro?” ha detto Thomson.

“Improvvisamente, The Art of the Deal (l’arte di fare affari) è diventato The Art of the Steal (l’arte del furto).

Combatteremo per proteggere la proprietà intellettuale dei nostri autori e giornalisti, e continueremo a dialogare e, nel caso, a fare causa alle aziende che violano i più basilari diritti di proprietà.”

Il messaggio rivolto al presidente Trump arriva dopo che, a fine luglio, la Casa Bianca ha annunciato il “piano d’azione sull’IA” di Trump, che prevede l’allentamento delle normative sull’intelligenza artificiale introdotte durante l’amministrazione Biden.

Foto (Ansa): Robert Thomson (ceo News Corp.)