L’autorità delle tlc motiva la stretta – che coinvolge anche Telegram – come un tentativo per ostacolare azioni ‘criminali’. Ma il servizio di Meta va all’attacco, accusando Mosca di volere bloccare le comunicazioni tra i cittadini
Nuovo giro di vite da parte delle autorità russe contro le app di messaggistica. L’ente statale per le telecomunicazioni, Roskomnadzor, ha introdotto “misure per limitare parzialmente” le chiamate telefoniche via Whatsapp e Telegram per contrastare azioni “criminali”.
“Secondo le forze dell’ordine e numerose segnalazioni dei cittadini, i messenger stranieri Telegram e WhatsApp sono diventati i principali servizi vocali utilizzati per truffe, estorsioni di denaro e coinvolgimento in attività di sabotaggio e terrorismo da parte di cittadini russi”, ha affermato l’ente statale. Dalla stretta restano esclusi i servizi di messaggistica di testo e le note vocali.
L’ente statale, citato dall’agenzia Interfax, ha accusato le due piattaforme di non aver condiviso informazioni con le forze dell’ordine in casi di frode e terrorismo. “Dal 2024 è in funzione il sistema Antifrode, che blocca le chiamate con numero mascherato nelle reti telefoniche tradizionali degli operatori russi. Di conseguenza, queste chiamate sono praticamente tutte migrate verso i messenger stranieri, che si rifiutano di garantire la sicurezza degli utenti e della società russa”.
I numeri nel paese
Secondo i dati Mediascope citati da Reuters, a luglio 2025 gli utenti mensili di WhatsApp in Russia sono stati 97,3 milioni di persone, mentre 90,8 milioni sono stati quelli di Telegram. Ben più bassi i numeri di VK Messenger, app dell’azienda russa VK, con 17,9 milioni di persone.
Dall’avvio dell’invasione in Ucraina il controllo da parte delle autorità russe sui media e sul web è diventato sempre più massiccio. Al blocco delle app social occidentali, inoltre ha affiancato anche iniziative per sviluppare servizi di messaggistica nazionali.
La replica di Whatsapp
Diretta è arrivata la replica diretta di Whatsapp. Il servizio – unico tra i social di Meta ad essere ancora attivo nel paese – ha accusato Mosca di aver tentato di impedire a milioni di russi di accedere a comunicazioni sicure.
“WhatsApp è privato – si legge sul sito Reuters – crittografato end-to-end e sfida i tentativi del governo di violare il diritto delle persone a una comunicazione sicura, motivo per cui la Russia sta cercando di bloccarlo a oltre 100 milioni di cittadini russi”.












