La fotografia come linguaggio universale, atto di consapevolezza e strumento di cura. Con questa visione Fujifilm partecipa alla dodicesima edizione de Il Tempo delle Donne, la manifestazione del Corriere della Sera in programma alla Triennale Milano dal 12 al 14 settembre. Il progetto protagonista sarà Women4Women, il magazine e format culturale che esplora la società con lo sguardo femminile, tra narrazione visiva, incontri e performance.
«Women4Women è nato per dare voce allo sguardo femminile e generare cambiamento costante – spiega Luana Porfido, European Head of Corporate Communication & ESG Management di FUJIFILM Europe GmbH –. Il nostro impegno è sostenere una fotografia plurale e trasformativa».

Dal 12 al 14 settembre alla Triennale Milano
Women4Women non è solo una pubblicazione: è un ecosistema vivo che unisce fotografia, talk ed eventi per abbattere stereotipi e aprire nuove occasioni di dialogo. L’ultimo numero, The Women in Photography Issue, raccoglie i contributi di oltre 20 fotografe e un fotografo, raccontando aspirazioni, disuguaglianze ed emozioni attraverso la lente dell’immagine.
Talk e protagoniste
Sabato 13 settembre alle 16.30 lo Spazio Cuore della Triennale ospiterà il talk “Obiettivo donna. Il racconto del femminile attraverso la fotografia”, a cura di Micol Sarfatti con Daria D’Antonio. Sul palco, le fotografe Monica Silva e Cristina Vatielli, che con le loro opere indagano identità, invisibilità e trasformazioni sociali. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Shooting live esperienziale
Tra i momenti più attesi, lo shooting “15 Minutes to Be Seen – The Portrait to Boost Self-Esteem” firmato da Monica Silva: un set fotografico immersivo in cui ogni ritratto diventa un incontro con il proprio io, occasione di introspezione e autostima. Tutti gli slot sono già sold out, ma sarà attiva una lista d’attesa in loco.
Fabio Santambrogio, Corporate General Manager di Fujifilm Italia, aggiunge: «Crediamo nel potere della narrazione visiva e personale. Con Il Tempo delle Donne vogliamo offrire spazi concreti di espressione e confronto, perché lo sguardo delle donne è oggi più che mai necessario».












