“Il passaggio a La7 in questo momento assolutamente no. Le agenzie hanno scritto un contesto abbastanza vicino alla verità”. A dirlo Sigfredo Ranucci commentando le indiscrezioni circolate nelle scorse ore su presunti contatti con La7 per un progetto che potrebbe prendere il via la prossima stagione.
A Grotteria (Reggio Calabria) per presentare il suo libro ‘La scelta’, Ranucci ha spiegato lanatura dei suoi rapporti con l’editore. “E’ vero, ho avuto un contatto con un gruppo editoriale per quello che riguarda un libro con Cairo”.
“E’ un editore che ha espresso più volte stima nei confronti di Report. È un editore che io stimo perché ha lasciato grande libertà ai suoi giornalisti. Punto. Tutto qua”, ha chiosato.
Ranucci: pubblico unico editore di riferimento di Report
“Report considera il pubblico come unico editore di riferimento, il pubblico che paga il canone. Poi è ovvio che se uno governa più anni avrà l’occhio più puntato ma questo è il ruolo del cane da guardia della democrazia”, ha detto ancora. “Io lo so che la politica vorrebbe che il giornalismo fosse la finestra sulla politica o la vetrina, anzi, della politica. Io credo che debba essere invece la finestra sulla politica a raccontare quello che non funziona”.
“Mi hanno detto – ha aggiunto – di essere ossessionato dal centrodestra. Io più volte ho portato in commissione di vigilanza Rai tutti gli argomenti delle nostre inchieste, inoltre ho collezionato atti di citazione e denunce da tutto l’arco costituzionale, compreso De Luca, il governatore della Campania. Ma al di là di questo, andando a vedere, conti alla mano, la persona che è stata più sottoposta a inchieste da parte di Report è il ministro Speranza che non credo sia del centrodestra. Dopodiché c’è Renzi che non ho ancora capito se è di destra o di sinistra, questo forse ce lo diranno. E poi c’è il centrodestra”.


















