Trump annuncia via social l’intesa raggiunta a Madrid, dove le delegazioni dei due paesi sono impegnati in un ciclo di colloqui a tema economico. Per la piattaforma acquirente americano, per ora non rivelato, mentre resta l’incognita sulla proprietà dell’algoritmo. Ai due presidenti il compito di definire i dettagli
Mercoledì 17 settembre era fissata la scadenza della terza proroga concessa da Donald Trump alle trattative sul futuro di TikTok, per scongiurare la sospensione del social in America come conseguenza del bando firmato dall’allora presidente Joe Biden.
Proprio al fotofinish è arrivata l’intesa tra i Stati Uniti e Cina sul futuro della piattaforma, durante una serie di colloqui per discutere questioni economiche e commerciali da Madrid, che hanno coinvolto il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, e alti funzionari cinesi, tra cui il vicepremier He Lifeng.

Trump via social
L’annuncio non poteva che arrivare via Truth da parte di Donald Trump. Nei colloqui a Madrid “è stato raggiunto un accordo su una ‘certa’ azienda che i giovani nel nostro Paese volevano tanto salvare. Saranno molto contenti!”, ha scritto, riferendosi alla piattaforma cinese anche se usando parole sibilline.
La conferma ufficiale è arrivata per bocca dello stesso Bessent che, secondo Bloomberg, ha parlato del raggiungimento tra i due paesi di un accordo quadro, lasciando poi il compito ai rispettivi presidente – Trump e Xi Jinping – di parlare “per completare” l’intesa.
L’accordo, comunque, prevede che la proprietà della divisione americana della piattaforma sia statunitense, anche se non è ancora chiaro chi sarà l’acquirente, né quale intesa sia stata raggiunta sull’algoritmo usato.


Segnali positivi e contraddizioni
Già in mattinata si erano colti segnali positivi per la piattaforma, con il segretario Bessent che parlato di un accordo “molto vicino” con Pechino. Lasciando anche intendere però che in caso contrario non ci sarebbero state ripercussioni sulle relazioni generali tra i due Paesi. “Sono ancora molto buone ai massimi livelli”, aveva aggiunto.
Dal canto suo, la Cina nei giorni scorsi aveva invitato Washington alla collaborazione, per risolvere attraverso il dialogo “reciproche preoccupazioni” su temi economici, TikTok compreso.
Ma proprio oggi, con un tempismo degno di nota, l’Antitrust cinese ha annunciato di aver ritenuto Nvidia responsabile della violazione delle regole nazionali sulla concorrenza, in base ai risultati di un’indagine preliminare, promettendo un’istruttoria aggiuntiva.
La dichiarazione, tuttavia, non ha fornito dettagli sulle presunte violazioni contestate, sulla tipologia dell’indagine aggiuntive e sulle ipotesi di sanzioni comminabili.


















