ProSiebenSat.1 (Foto Ansa)

L’economia tedesca non decolla: Prosieben taglia i target

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Fresco di passaggio sotto il controllo di Mfe, salito a ridosso del 76% del capitale dopo la chiusura dell’opa nelle scorse settimane, il gruppo televisivo tedesco Prosieben rivede gli obiettivi per l’esercizio 2025 a causa della “notevole incertezza” e delle difficoltà in cui versano le economie di Germania, Austria e Svizzera.

Tagliato l’outlook

La società ha tagliato l’outlook sui ricavi a 3,65-3,8 miliardi, dai 3,85 miliardi con un margine di tolleranza positivo o negativo di 150 milioni previsti in precedenza. L’ebitda rettificato, si legge in una nota, è atteso tra i 420 e i 470 milioni, contro una precedente stima di 520 milioni, con un margine di tolleranza di 50 milioni. L’attesa di un ebitda più basso provoca una revisione al rialzo delle stime sulla leva finanziaria, attesa a 3-3,5 volte a fronte della precedente previsione di 2,5-3 volte il margine operativo lordo rettificato.

Economia tedesca in difficoltà

“Il contesto macroeconomico nell’area di lingua tedesca continua a essere caratterizzato da notevole incertezza e la ripresa economica precedentemente prevista dagli istituti di ricerca sembra ora improbabile che si concretizzi”, ha spiegato Prosiebensat, che si attende una situazione economica ancora “difficile nel quarto trimestre”, quello “più importante per l’azienda”.
Indicatore sono la domanda pubblicitaria di settembre e le prime indicazioni per ottobre, “inferiori alle aspettative sia per la TV lineare che per i prodotti pubblicitari digitali”.
“Di conseguenza, l’azienda prevede ora che i ricavi pubblicitari Entertainment nell’area di lingua tedesca diminuiscano di una percentuale a una cifra media nel terzo trimestre e leggermente nel quarto trimestre”.

“A causa dei significativi cali nel primo semestre – ha concluso il gruppo -, si prevede che ciò si tradurrà per l’intero anno in un calo dei ricavi pubblicitari Entertainment nella regione Dach (Germania, Austria e Svizzera, ndr) di una percentuale a una cifra media rispetto all’anno precedente”.