L’hashtag #BringBackKimmel diventa virale
ABC, proprietà della Walt Disney, ha annunciato mercoledì di aver sospeso il famosissimo talk show ‘Jimmy Kimmel Live’, dopo che le dichiarazioni fatte dal conduttore del programma sull’assassinio di Charlie Kirk hanno suscitato dure critiche da parte del capo della Federal Communications Commission.
La frase che ha scatenato la censura riguardava le reazioni all’assassinio di Charlie Kirk. “Abbiamo toccato nuovi minimi nel fine settimana, con la banda MAGA che cerca disperatamente di caratterizzare questo ragazzo che ha assassinato Charlie Kirk come qualcosa di diverso da uno di loro e fa tutto il possibile per trarne vantaggio politico”, ha detto Kimmel nel suo programma – in onda da gennaio 2003 – lunedì sera. Kimmel ha anche criticato il lutto di Trump per Kirk, commentando in modo sarcastico un video dei commenti del presidente sul prato della Casa Bianca: “È così che un bambino di 4 anni piange un pesce rosso”.

Trump esulta e prende di mira altre due star tv
La decisione arriva dopo che il presidente Donald Trump ha ripetutamente fatto pressione sulle emittenti radiotelevisive affinché interrompessero la trasmissione di contenuti da lui ritenuti discutibili chiedendo alla FCC di ritirare le licenze alle stazioni che disubbidiscono.
E’ una “grande notizia per l’America”, le parole con cui Trump ha commentato la sospensione dello show. “Congratulazioni ad Abc per aver finalmente avuto il coraggio di fare quello che andava fatto. Kimmel ha zero talento e rating peggiori di Colbert se è possibile”.
Con l’uscita di Kimmel, ha commentato poi il presidente, restano “Jimmy” Fallon e “Seth” Meyers. “I loro rating sono orribili”, ha aggiunto, definendo i conduttori “due perdenti”, ed esortando la Nbc a seguire la strada di Abc.
Hollywood in rivolta
Il mondo dello spettacolo americano si mobilita dopo la sospensione a tempo indeterminato del ‘Jimmy Kimmel Live!’ da parte di Abc, in seguito alle dichiarazioni del conduttore sull’assassino di Charlie Kirk “Abbiamo toccato nuovi bassi con la gang Maga che cerca disperatamente di far passare questo ragazzo che ha ucciso Charlie Kirk come qualcosa di diverso da uno di loro”, aveva detto Kimmel scatenando l’ira dei conservatori. Ma alla notizia della sospensione, i colleghi di Kimmel, tra attori, comici e conduttori, si sono schierati in sua difesa.
Sarah Silverman, comica e attrice statunitense nota per il suo umorismo irriverente e per le posizioni progressiste, ha parlato di “una voce che ha sempre detto la verità, anche quando faceva male”, mentre Stephen Colbert, , conduttore del Late Show su CBS e figura di riferimento della satira politica americana, ha dichiarato: “Licenziare Jimmy significa mandare un messaggio a tutti noi”. Seth Meyers, , presentatore di Late Night with Seth Meyers su Nbc ed ex volto di Saturday Night Live, ha aggiunto: “Kimmel è il Tom Brady della late night. Se va via lui, è una perdita per tutti”.
Judd Apatow, , regista e produttore di commedie di culto come ‘Molto incinta’ e ’40 anni vergine’, ha definito la decisione “una censura mascherata”, e Mark Ruffalo, , attore e attivista noto per il ruolo di Hulk nel Marvel Cinematic Universe e per il suo impegno ambientale e sociale, ha twittato: “La satira è parte della democrazia. Togliere spazio a chi la pratica è pericoloso”.
Anche la Writers Guild of America (Wga), , il sindacato che rappresenta sceneggiatori e autori televisivi e cinematografici, ha espresso preoccupazione. Fonti vicine al sindacato parlano di “un segnale inquietante per la libertà creativa”. “Il suo licenziamento non è solo una questione personale, ma tocca il cuore del rapporto tra scrittura, satira e potere”, ha dichiarato un membro della Wga.
Intanto il pubblico si divide. Sui social, l’hashtag #BringBackKimmel è diventato virale, mentre alcuni ambienti conservatori criticano da tempo il conduttore per la sua “militanza mascherata da comicità”.
Jimmy Kimmel, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma secondo fonti interne starebbe valutando un ritorno in un formato indipendente, lontano dai vincoli della TV generalista.


















