L’Osservatorio GenerationShip 2025, promosso da Changes Unipol e curato da Kkienn Connecting People and Companies, giunto alla sua quarta edizione, analizza i cambiamenti culturali, economici e sociali delle nuove generazioni. La ricerca offre una fotografia aggiornata dei giovani tra i 16 e i 35 anni, mettendo in luce come stiano ridefinendo priorità e modelli di vita rispetto alle generazioni precedenti.
Secondo i dati riportati dalla ricerca, il 2025 segna un cambio di paradigma per le nuove generazioni. Per i giovani tra i 16 e i 35 anni, ciò che un tempo era centrale – matrimonio, figli e casa di proprietà – oggi perde importanza. In cima alle priorità ci sono studio, lavoro sicuro, carriera e risparmio. Si costruisce prima l’indipendenza economica e solo dopo, eventualmente, si valutano le scelte familiari.
Donne più orientate a studio e carriera
L’indagine evidenzia differenze di genere marcate. Le donne attribuiscono maggiore importanza allo studio (+42% contro il +28% degli uomini), al risparmio (+42% contro +26%), alla ricerca di un lavoro sicuro (+39% contro +28%) e alla carriera (+35% contro +20%).
La famiglia rimandata
Stando a GenerationShip, il 76% dei giovani ritiene che non si metta su famiglia per mancanza di stabilità economica. Ma non è solo questione di soldi: la famiglia non è più vista come ‘destino naturale’, ma come una scelta tra le tante. Il 62% segnala sfiducia nelle relazioni durature, tra ghosting e burnout affettivo. Emergono nuovi modelli: famiglie allargate, nuclei monogenitoriali e famiglie multispecie, con gli animali domestici parte integrante della vita affettiva per il 48% dei giovani. Inoltre, Il 75% dei giovani pensa che avere figli sia economicamente insostenibile, il 66% teme per il futuro e il 67% vede la maternità come un freno alla carriera femminile.
Relazioni e romanticismo
Il 72% dei giovani constata un aumento di rapporti senza legami stabili. Le relazioni sono più brevi e instabili, spesso segnate da ghosting. Le app di dating perdono attrattiva tra i più giovani, che tornano a preferire incontri reali, mentre i 36-54enni aumentano l’uso delle piattaforme: il 34% ha avviato una relazione online.
Benessere psicologico in crescita, ma non per tutti
Dal 2023 al 2025 il benessere psicologico dei giovani è salito dal 53% al 62%, legato a una maggiore stabilità lavorativa. Tuttavia, i dati raccolti dall’osservatorio, indicano che il miglioramento riguarda soprattutto gli uomini: le donne restano penalizzate da salari bassi e precarietà.
Il lavoro tra soddisfazione e cambiamento
Il 61% è soddisfatto del proprio lavoro, ma il 46% cerca nuove opportunità: non per necessità, ma per qualità e crescita. È il fenomeno del ‘workflowing’: il lavoro diventa fluido, si cambia spesso per migliorare equilibrio vita-lavoro. Il posto fisso non basta più se non garantisce tutele e benessere.
Nonostante ciò, la fragilità resta: un giovane su quattro non si mantiene senza aiuti familiari e il 39% guadagna meno di 1.500 euro netti al mese. Infatti, Il 53% dei giovani valuta di trasferirsi, ma non per scappare: il 55% cerca migliori opportunità di lavoro, il 42% stimoli culturali, il 35% servizi più efficienti. Cala la propensione all’emigrazione: dal 46% del 2023 al 41% nel 2025.
Uno sguardo al futuro
Il 57% dei giovani ha fiducia nel proprio futuro personale, ma solo il 30% in quello dell’Italia e il 33% in quello del mondo. La ricerca sottolinea come questa generazione crede in sé stessa, meno nei sistemi. Le paure ambientali calano ma restano alte: il 52% teme catastrofi ecologiche.












