E’ la quinta denuncia presentata dinanzi a Corte penale internazionale. E secondo la Ong ci sono ‘nuove prove’ sui crimini di guerra commessi contro i professionisti dell’informazione
Reporters sans frontières ha depositato una nuova denuncia presso la Corte penale internazionale (Cpi) per presunti crimini di guerra perpetrati dall’esercito israeliano contro giornalisti attivi nella Striscia di Gaza.
La denuncia, la quinta da ottobre 2023, arriva a pochi giorni dalla conclusione di una conferenza con una ventina di Stati partecipanti sulla situazione dei giornalisti a Gaza, organizzata il 24 settembre, su iniziativa di Rsf, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Giornalisti presi di mira
L’Ong fornisce alla Cpi “nuove prove dei crimini di guerra commessi dall’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia di Gaza. L’analisi di alcuni casi recenti rivela il deliberato obiettivo di professionisti dell’informazione” da parte dell’esercito israeliano”, sottolinea il responsabile di Rsf, Antoine Bernard.
“Abbiamo documentato le circostanze di attacchi che hanno colpito non meno di 30 giornalisti, di cui 25 uccisi e cinque altri feriti tra maggio 2024 e agosto 2025”.
“La conclusione è senza appello: i giornalisti vengono presi di mira nell’immensa maggioranza dei casi a causa della loro attività giornalistica o nell’adempimento della loro professione”, si legge nella denuncia ripresa da Ansa.
“La situazione non fa che peggiorare: le accuse infamanti delle autorità israeliane ormai generalizzate contro giornalisti palestinesi vengono utilizzare per legittimare gli attacchi. Siamo scioccati che gli autori di questi crimini possano ancora beneficiare dell’impunità offerta dall’inazione giudiziaria e politica”.
L’invito alla Cpi, è dunque quello di “tenere duro malgrado le minacce, le pressioni e le sanzioni, a fare il proprio lavoro, solo il proprio lavoro, ma tutto il suo lavoro. I crimini contro i giornalisti vanno sanzionati”, conclude la nota.


















