Vigilanza in stallo, appello Usigrai: Rai da un anno senza presidente, ora basta

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Con un comunicato diffuso dopo i tg, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico riaccende l’attenzione sullo stallo in Vigilanza. Sostegno dalla presidente della bicamerale Floridia

“Da un anno la Rai è senza presidente. Questo perché i partiti non hanno trovato un accordo su un nome che per legge deve avere i due terzi dei voti in commissione di Vigilanza”. Inizia così il comunicato dell’Usigrai che, da questa mattina, va in onda dopo i tg della Rai.
Un comunicato con cui il sindacato guidato da Daniele Macheda, che riunisce una parte dei giornalisti del servizio pubblico, torna a dire la sua sullo stallo che in bicamerale si registra da ormai 12 mesi sulla nomina del presidente per Viale Mazzini, con il muro contro muro tra maggioranza e opposizione attorno al nome di Simona Agnes.

“Per questo motivo la maggioranza di governo blocca il lavoro della commissione facendo mancare ad ogni convocazione il numero legale”, scrive ancora l’UsigRai elencando poi tutte le conseguenze dello stop forzato. “È così venuta meno l’attività istituzionale di controllo, indirizzo e vigilanza sulla Rai – prosegue il comunicato. Bloccate le audizioni di vertici aziendali, direzioni editoriali e sindacati. Nessun confronto sull’andamento dell’azienda, nonostante il preoccupante calo degli ascolti”.
Il Capo dello Stato ha definito questo stallo politico “sconfortante” ribadendo che “La libertà vive del funzionamento delle istituzioni, non della loro paralisi”.
“A pagare il prezzo di questa gestione politica siamo noi cittadini”, la conclusione. “Usigrai dice basta. La Vigilanza torni in aula e dia una presidenza alla Rai”.

Barbara Floridia (Foto Ansa)

Floridia: la Vigilanza torni a funzionare

Plaude all’iniziativa dell’UsigRai la presidente della Vigilanza, Barbara Floridia. “Se oggi avete visto i telegiornali #Rai avrete notato che si sono conclusi con un messaggio eccezionale: la denuncia pubblica dello stallo della commissione di vigilanza, bloccata da un anno perché la maggioranza di Giorgia #Meloni vuole imporre il proprio candidato alla presidenza”, ha detto.
“Per questo il Parlamento non può discutere questioni decisive: come viene raccontato il genocidio a #Gaza, la missione della flottilla, le contromisure al crollo degli ascolti Rai e molto altro. La vigilanza Rai è un organo di garanzia, non può essere tenuto in ostaggio da un ricatto politico”, ha aggiunto.
“Grazie a #Usigrai per aver avuto il coraggio di rompere il silenzio nei TG. È il momento di dire basta: la commissione deve tornare a funzionare subito”.