Copie cartacee e pubblicità rappresentano ancora una grossa fetta delle entrate degli editori, ma parallelamente stanno crescendo altre fonti di ricavi, in primis eventi e membership. A Bruxelles il settore e la politica si confronta su come sia possibile garantire la stabilità
Gli editori stanno progressivamente diversificando le proprie fonti di reddito. In un mercato in cui tiratura cartacea e pubblicità – pur rappresentando ancora circa il 45% dei ricavi complessivi (contro il 30% della distribuzione online e il 25% di altre entrate) – si mostrano in costante flessione, emergono nuovi strumenti di monetizzazione. E’ quanto rileva una ricerca del Reuters Institute for the Study of Journalism
Crescono eventi e membership
Secondo lo studio, tra il 2020 e il 2025 le entrate derivanti da eventi e membership hanno registrato una crescita significativa: gli eventi sono oggi prioritari per il 48% degli editori (contro il 32% di cinque anni fa), mentre i ricavi da abbonamenti e formule di membership digitali sono diventati strategici per il 77% degli operatori, tre punti in più rispetto al 2020.
Negli ultimi cinque anni, le imprese editoriali hanno inoltre puntato sull’IA (dal 33% al 36%), l’e-commerce (dal 13% al 29%), la filantropia (dal 12% al 20%), le donazioni (dal 13% al 29%) e i micropagamenti (dal 5% al 6%). In parallelo, si è ridotta l’attenzione alla pubblicità, sia tradizionale sia ‘native’: l’interesse è sceso del 12% per i formati classici (dall’81% del 2020 al 69% nel 2025) e del 16% per la pubblicità integrata nei contenuti (dal 75% al 59%).
Se ne parla a Bruxelles
Rielaborata da Connact – piattaforma che promuove il dialogo tra istituzioni e operatori privati, l’analisi Reuters sarà al centro dell’evento ‘Le nuove frontiere dell’informazione e dell’industria culturale Ue’, organizzato a Bruxelles in collaborazione con l’Ufficio in Italia del Parlamento europeo e il Gruppo di Iniziativa italiana, e promosso da Mfe – MediaForEurope.
Il confronto si concentra su una domanda cruciale: come garantire la resilienza dell’industria dei media Ue? Basteranno strumenti come il Media freedom act, l’AI Act e il Digital markets act a tutelare libertà di stampa e pluralismo e a rafforzare la competitività dell’editoria contro i giganti digitali? Restano aperti anche i nodi su diritto d’autore e aiuti di Stato.
A discuterne saranno il sottosegretario con delega all’Editoria Alberto Barachini, il direttore generale della Direzione generale Connect della Commissione europea Roberto Viola, gli eurodeputati Stefano Cavedagna (FdI), Lucia Annunziata (Pd) e Gaetano Pedullà (M5S), insieme a rappresentanti del settore come Gina Nieri (Mfe), Lino Morgante (Ads e Società Editrice Sud) e Rodolfo Cardarelli (ANSA). A moderare sarà Alessandra Ravetta, direttrice responsabile di Prima Comunicazione e primaonline.it.
Media partner sono ANSA, insieme a Eunews, Gea Agency e L’Infografica.


















