Elkann e Bezos chiudono l’Italian Tech Week tra lezioni di vita, Ai e spazio

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I grandi e ariosi locali delle Fucine delle Officine Grandi Riparazioni (Ogr) di Torino, – in parte danneggiati nella notte da una parte del corteo contro il blocco della Flotilla che sta manifestando in questi giorni nel capoluogo piemontese- , hanno ospitato il talk di John Elkann, ceo di Exor e presidente di Stellantis e Ferrari, eJeff Bezos, fondatore di Amazon, nel terzo ed ultimo giorno dell’ Italian Tech Week Italian Tech Week (ITW).

Organizzato da Vento, fondo di Exor Ventures, con il partenariato di Gedi e il supporto di Ogr e Fondazione Crt, ITW, ormai giunto alla sua quinta edizione, è un evento dedicato all’ecosistema dell’innovazione, e in particolare a start up, investitori, aziende tecnologiche e giovani professionisti ed appassionati di tech.

L’ottimismo come ingrediente dell’imprenditorialità

Riprendendo l’intervento della Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen all’ITW, che ha parlato di ottimismo verso un Europa capace, ricca di talenti e pertanto pronta a tenere il passo dell’innovazione e del cambiamento che sta interessando tutti gli ambiti della nostra società, Elkan ha detto che uno sguardo positivo e vivace nei confronti del mondo che ci circonda è fondamentale.

Bezos ha confermato che l’ottimismo deve sempre accompagnare l’attività di un imprenditore.

“Spesso si sente dire che in Europa ci sono troppe regole. Vi assicuro che le regole ci sono ovunque, quello che serve è un atteggiamento imprenditoriale. È questo che porta le persone al successo, e l’Europa ha tutti gli ingredienti necessari per essere dinamica dal punto di vista imprenditoriale e avere un enorme successo. Lo si capisce già solo guardando le persone presenti in questa sala” ha detto Bezos.

L’insegnamento dei nonni

A proposito del giusto piglio con cui guardare alle cose, Elkann ha ricordato l’esempio che ha avuto dal proprio nonno, Giovanni Agnelli, con cui lui e i fratelli hanno trascorso molto tempo da piccoli fino all’adolescenza.

Due le lezioni ricevute dall’Avvocato: la curiosità, continuamente stimolata attraverso domande per insegnare ai nipoti a chiedersi cosa c’è dietro alle cose; e la seconda è la responsabilità, il fatto cioè che bisogna continuamente fare delle scelte e che queste hanno delle conseguenze.

Anche Bezos ha raccontato di aver imparato tantissimo dai propri nonni materni con cui trascorreva gran parte delle vacanze estive e di aver assimilato per sempre, nel vedere il nonno che aggiustava qualsiasi cosa si rompesse in casa, che l’uomo è capace di cavarsela sempre.

Inoltre ricorda un episodio che lo ha segnato per sempre. “Eravamo in auto, io dietro, nonno guidava e mia nonna gli era accanto. Passò uno spot alla radio contro il fumo, che diceva che ogni tiro di sigaretta toglieva due minuti di vita. Io allora dissi a mia nonna, accanita fumatrice, che aveva perso sette anni di vita e lei scoppiò a piangere. Mio nonno accostò la macchina, mi fece scendere e mi disse: “Jeff, nella vita, è più importante essere gentile che intelligente”.

Queste parole hanno accompagnato Bezos come un mantra in diverse scelte.

Le prime esperienze lavorative

Arrivando a parlare delle prime esperienze lavorative, Elkann ha raccontato che, dopo aver frequentato il Politecnico di Torino, ha imparato molto nel lavorare alla General Motors con persone provenienti da tutto il mondo.

Bezos ha confermato il valore degli studi – “un periodo, quello del college, formativo, che ho molto amato” – e delle esperienze di lavoro, dicendo che casi di imprenditorialità molto precoce come quelli di Bill Gates e di Mark Zuckerberg sono una eccezione e che è più frequente iniziare a mettere in piedi le proprie idee intorno alla trentina, come è successo a lui.

Il cambiamento continuo e il focus sul cliente

Una grande sfida per un imprenditore è oggi avere a che fare con un mondo che cambia non solo continuamente, ma anche molto rapidamente.

Il vantaggio – afferma Bezos – è che “i bisogni dei consumatori, al contrario, cambiano molto, molto lentamente”.

Da qui la lezione più importante che il fondatore di Amazon si sente di dare ai giovani più intraprendenti o a chi deve gestire una azienda è che bisogna sempre guardare ai bisogni del clienti, e riguardarli e analizzare più e più volte i dati che si posseggono in merito alle esigenze del consumatore, “perché tra un imprenditore che guarda i dati e uno che li ha, ma non li consulta e non li studia..beh il primo avrà successo sul secondo”.

Un’altra immagine che Bezos ha lasciato ai presenti è quella di una montagna.

“Chi ha un progetto è bene che guardi sempre la cima di questa montagna, senza preoccuparsi di non sapere come arrivarci, perché è normale chiedersi quale sarà il percorso, ma non bisogna lasciarsi distrarre”.

L’importanza dell’invenzione

Ancora a proposito della forma mentis che accompagna un imprenditore, Elkann ha detto che in fondo Bezos è un inventore, perché sia Amazon sia Blue Origin sono delle vere e proprie “invenzioni”.

Bezos ha confermato che quella dell’inventore è la sua natura più genuina, che è molto curioso e che è sempre pieno di idee.

Tuttavia il patron di Amazon ha confessato che c’è chi in azienda lo ha aiutato a non seguire tutte le proprie idee, che “in buon numero sarebbero state capaci di distruggere Amazon” e gli ha insegnato ad aspettare che il gruppo avesse le condizioni, le tecnologie, il personale necessari per poter sviluppare con successo questi progetti senza danneggiare il business aziendale.

Il futuro dell’AI

In merito all’intelligenza artificiale, i due imprenditori condividono che c’è un grande entusiasmo generale e grandi disponibilità da parte degli investitori a finanziare progetti, non sempre buoni.

“Ma questo non significa che quello che vediamo non sia reale: l’AI è reale e avrà un impatto su ogni azienda del mondo: di manifattura, sanitaria, di prodotti di largo consumo, ecc”. ha detto Bezos.

Facendo un paragone con gli anni Novanta e i primi anni Duemila, quando ci fu una bolla speculativa molto significativa legata al settore tecnologico e delle telecomunicazioni, Bezos ha spiegato che quella dell’AI è una sorta di bolla industriale , diversa dalle bolle finanziarie”.

“Le bolle industriali non sono affatto così dannose: possono perfino rivelarsi positive, perché quando la polvere si posa e si vede chi sono i vincitori, la società beneficia di quelle invenzioni”.

Venticinque anni fa i benefici che internet portò ebbero un ruolo molto significativo in termini di progresso non solo industriale, ma anche sociale.

“E, non diversamente, questo è quello che succederà adesso: i benefici dell’AI alla società saranno enormi, sarà un età dell’oro e non c’è un periodo migliore per provare entusiasmo riguardo al futuro”.

“Si tratta di essere estremamente aperti ed essere capaci di guardare le cose con la giusta prospettiva” ha aggiunto Elkann.

L’esplorazione spaziale

Anche in fatto di esplorazione dello spazio, Bezos, che nel 2000 ha fondato l’azienda aerospaziale Blue Origin con l’obiettivo di rendere lo spazio accessibile a tutti, è ottimista sulla rapidità dei progressi tecnologici.

“Con Blue Origin, a fine mese o a inizio novembre lanceremo il nostro veicolo New Glenn portando un satellite NASA in orbita marziana. Stiamo costruendo un lander lunare che atterrerà sulla Luna tra pochi anni, alimentato a idrogeno, che è il carburante più performante per i viaggi spaziali, ma troppo difficile da conservare. Ora lo stiamo risolvendo”.

La Luna dunque diventerà la base futura per l’esplorazione di altri pianeti.

“La Luna è un dono dell’universo. È vicina: tre giorni e mezzo. Ha gravità bassa, serve 30 volte meno energia per sollevare un kg da lì che dalla Terra. Potremo usarla come deposito di carburante spaziale per il resto del sistema solare. E nei prossimi 10–20 anni costruiremo enormi data center nello spazio: l’energia solare lì è continua, senza nuvole né clima. Costeranno meno dei data center terrestri. Lo spazio continuerà a rendere la Terra migliore” ha concluso Bezos

Foto (Ansa): John Elkann e Jeff Bezos, Torino, 3 ottobre 2025