TikTok taglia 439 moderatori nel Regno Unito: allarme dei sindacati per la sicurezza dei minori

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I sindacati e gli esperti di sicurezza online invitano il Parlamento ad indagare.

I sindacati e gli esperti di sicurezza online hanno invitato i parlamentari britannici a indagare sui piani di TikTok di tagliare 439 posti di lavoro nel Regno Unito destinati ai moderatori di contenuti.

Il notevole ridimensionamento del team di TikTok “Trust and Safety” a Londra ha sollevato forti preoccupazioni sulle potenziali conseguenze in termini di sicurezza online, soprattutto per i più piccoli.

I firmatari della lettera

Il Trades Union Congress, il Communication Workers Union (CWU) e altri esperti di sicurezza online hanno firmato una lettera aperta indirizzata a Chi Onwurah, parlamentare laburista e presidente della Commissione per Scienza, Innovazione e Tecnologia, chiedendo un’indagine su queste proposte.

“Questi lavoratori, fondamentali per la sicurezza, sono in prima linea nella protezione degli utenti e delle comunità da deepfake, tossicità e abusi”, si legge nella lettera.

Tra gli esperti compaiono Ian Russell, padre di Molly Russell, l’adolescente britannica che si è tolta la vita nel 2017 dopo aver visto contenuti dannosi online, l’ex dipendente di Meta Arturo Bejar e la professoressa di psicologia sociale alla London School of Economics Sonia Livingstone.

La maggiore preoccupazione riguarda l’esposizione dei bambini a contenuti dannosi, visto che, secondo le stime dell’autorità garante per la protezione dei dati della Gran Bretagna riportate nella lettera, fino a 1,4 milioni di utenti di TikTok hanno meno di 13 anni sul totale di 30 milioni di utenti.

Le accuse

Dal testo si apprende che la piattaforma di video brevi intende automatizzare il controllo dei contenuti, affidandolo a sistemi basati sull’intelligenza artificiale, e esternalizzarlo in paesi come Kenya e Filippine.

Il Trades Union Congress e il Communication Workers Union sostengono inoltre che TikTok, azienda di proprietà cinese, mostra di ostacolare l’attività sindacale, avendo annunciato i licenziamenti appena otto giorni prima del previsto voto dei dipendenti per il riconoscimento del sindacato CWU nel settore tecnologico. (CWU)

“Non esiste una reale motivazione economica per questi licenziamenti. I ricavi di TikTok stanno crescendo – con un aumento del 40% solo nel Regno Unito e in Europa”, si legge nella lettera.

“Eppure l’azienda ha deciso di risparmiare. Crediamo che questa decisione rappresenti un attacco all’attività sindacale – a scapito dei diritti dei lavoratori, della sicurezza degli utenti e dell’integrità dell’informazione online.”

Le richieste dei sindacati

La lettera invita il Parlamento a valutare le implicazioni di questi licenziamenti in termini di sicurezza online e diritti dei lavoratori, e di vagliare gli strumenti legislativi per bloccare la delocalizzazione della moderazione dei contenuti o la sostituzione dei moderatori umani con ’IA.

La dichiarazione di Onwurah

Interpellata sulla questione, la parlamentare Onwurah ha dichiarato che il piano di licenziamenti di TikTok è “motivo di grave preoccupazione, dato il ruolo chiaro che gli algoritmi di raccomandazione di TikTok e altre piattaforme hanno nell’esporre gli utenti a grandi quantità di contenuti dannosi e fuorvianti”.

La parlamentare ha osservato inoltre che esso è in contrasto con l’impegno – che TikTok ha recentemente ribadito davanti alla sua commissione – a mantenere la piattaforma sicura con investimenti economici e di personale, in ottemperanza alla versione aggiornata dell’Online Safety Act entrato in vigore nel Regno Unito lo scorso 25 luglio.

La risposta di TikTok

“Respingiamo con forza queste accuse. Stiamo portando avanti una riorganizzazione iniziata lo scorso anno per rafforzare il nostro modello operativo globale per il dipartimento Fiducia e Sicurezza, concentrando le nostre operazioni in un minor numero di sedi, per massimizzare l’efficacia e la rapidità, sfruttando anche i progressi tecnologici.” ha dichiarato un portavoce di TikTok.

L’azienda ha sostenuto inoltre di star collaborando attivamente con il CWU e di essere intenzionata a proseguire i colloqui con il sindacato dopo questa consultazione sui licenziamenti.