Nello tsunami di voci, semi verita’, e veleni, che si è riversato in questi giorni dalle cronache di giornali e siti internet a proposito delle decisioni di Gedi di mettere in vendita La Stampa (notizia vera) e La Repubblica (??) non poteva mancare il riferimento all’HuffPost ,al centro di trattative per cederlo già ai tempi della direzione di Lucia Annunziata, nel 2019 -2020. ‘Huffpost ‘ è un bel prodotto giornalistico online, eredità della gestione di Carlo De Benedetti del gruppo all’epoca chiamato Editoriale Espresso, che ha il difetto di rivolgersi al target di Repubblica e quindi un doppione per l’editore. Mesi fa se ne parlava come al centro di una partnership tra Gedi (48%) e Italia online (52%) senza altre informazioni. Oggi la redazione di ‘HuffPost’, giustamente preoccupata ha pubblicato il comunicato che pubblichiamo qui di seguito.
La redazione di HuffPost si è riunita oggi in assemblea dopo aver letto con stupore e rammarico notizie su diversi quotidiani dell’imminente vendita della testata HuffPost. L’assemblea, pur avendo ricevuto informalmente una smentita su trattative in corso da parte dell’azienda, esprime enorme preoccupazione per le voci che continuano a circolare, alle quali duole constatare non ha fatto seguito una smentita ufficiale da parte di Gedi. Smentita che a questo punto si ritiene doverosa e necessaria per eliminare l’incertezza che pesa e influisce sul lavoro di tutta la redazione e del personale non giornalistico. L’assemblea rifiuta con fermezza ogni ipotesi di uscita dal perimetro aziendale, così come respinge ogni forma di trattativa o cessione della testata che non tenga conto della storia di HuffPost come voce nazionale, indipendente e autorevole, nata e radicata a Roma con un’inviata permanente a Bruxelles. Il Comitato di Redazione si attiverà da subito per porre in essere tutte le azioni sindacali, coinvolgendo l’Associazione Stampa Romana e la Federazione Nazionale della Stampa, a tutela dei diritti e dei livelli occupazionali dei giornalisti assunti e dei colleghi collaboratori fissi nell’ottica di riaffermare la centralità del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico e di allontanare ogni ipotesi di operazioni avventuristiche. Altresì il Cdr si impegna a contrastare con tutti i mezzi ogni azione che risulti lesiva del futuro professionale e occupazionale dei giornalisti, dell’indipendenza e dell’autorevolezza della testata, della dimensione nazionale del giornale, e della libertà di fare informazione delle firme di HuffPost.












