Meta corre ai ripari: dopo le accuse di scarsa sicurezza, lancia un Instagram ‘PG-13’ per i profili teen. Adottanto il sistema di classificazione cinematografica
Dopo l’impietoso report – realizzato dall’ex ingegnere Meta, Arturo Béjar, con alcune università – che ha denunciato l’inefficacia, il non funzionamento e la non disponibilità delle misure di protezione previste da Instagram per proteggere i minori, la casa madre Meta dice che adotterà per la sua piattaforma social una versione del sistema “PG-13”.
L’obiettivo dichiarato è offrire ai genitori un maggiore controllo sull’utilizzo della piattaforma da parte dei propri figli adolescenti.
Le nuove misure
Instagram inizierà ad applicare regole simili alla classificazione statunitense “Parental Guidance” – introdotta 41 anni fa – a tutti i contenuti presenti negli account dei minori.
Pertanto tutti gli utenti minorenni verranno automaticamente collocati nell’impostazione 13+, da cui potranno uscire solo dietro autorizzazione dei genitori.
La nuova modalità limiterà ulteriormente la visibilità di contenuti sessualmente allusivi, immagini esplicite o disturbanti, materiali legati all’uso di alcool e droghe. Verranno inoltre bloccati termini di ricerca sensibili, anche se digitati con errori ortografici.
Le nuove regole saranno introdotte inizialmente in Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada, per poi arrivare in Europa e nel resto del mondo all’inizio del 2026.
Un’esperienza da “film per ragazzi”
“Pur riconoscendo le differenze tra film e social media, abbiamo introdotto questi cambiamenti per far sì che l’esperienza degli adolescenti nell’impostazione 13+ sia più simile all’equivalente su Instagram di un film classificato PG-13”, ha dichiarato Meta, spiegando che sono dunque ammesse scene di “nudità fugace”, ma non esplicitamente sessuale, che si trova in un film come Titanic, o di violenza moderata come Fast and Furious.
L’azienda ha inoltre detto di voler allineare le proprie politiche ad uno standard riconoscibile dai genitori.
Pressioni di regolatori e genitori
Oltre ai risultati del rapporto indipendente di Béjar, che Meta ha prontamente respinto, affermando che i genitori hanno già a disposizione strumenti di controllo robusti, a pungolare l’azienda sul fronte sicurezza è stata l’autorità britannica delle comunicazioni.
La Ofcom ha infatti sollecitato le piattaforme social a mantenere un approccio “safety first”, avvertendo che chi non rispetterà le nuove normative sulla sicurezza online potrà subire azioni sanzionatorie.
Le perplessità delle associazioni
Organizzazioni e fondazioni continuano però a chiedere più trasparenza.
“Gli annunci di Meta raramente si traducono in miglioramenti concreti per i ragazzi”, ha dichiarato Rowan Ferguson, responsabile della Molly Rose Foundation.
“Questi aggiornamenti andranno valutati in base ai risultati reali, e ciò richiede che Meta consenta verifiche indipendenti sulle proprie funzioni di sicurezza.”












