Giacomo Lasorella (Foto LaPresse)

Pirateria, Lasorella: serve approccio europeo e collaborazione delle piattaforme

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L’espansione della pirateria va di pari passo con l’evoluzione tecnologica, rileva il presidente dell’Agcom, sottolineando come la disponibilità dei contenuti abbia innescato anche una perdita della percezione di gravità e violazioni illecite. Per arginare il fenomeno serve una azione sinergica che non può escludere anche le big tech

“La pirateria è un fenomeno particolarmente grave non solo per l’ingente danno economico diretto ma anche e soprattutto per l’effetto sull’intera filiera della produzione audiovisiva e dell’industria della creatività e dell’innovazione”. A sostenerlo, il presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella, aprendo il convegno “Stop Piracy. La cooperazione europea per il contrasto alla pirateria”.

“Ciò che la fruizione illegale mette a rischio è proprio l’organizzazione e la sostenibilità economica del prodotto audiovisivo”, ha spiegato all’evento, organizzato a Napoli dall’Autorità per le comunicazioni e dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope sul tema pirateria e diritto d’autore anche alla luce della normativa europea, con particolare riferimento al Digital Service Act.

Persa percezione di violazione

Lasorella ha rilevato come l’espansione di questo fenomeno sia connesso con l’evoluzione della tecnologia. Si è modificato il concetto di contenuto, rendendo facile la fruizione crossmediale e, allo stesso tempo, “indebolendo la percezione della gravità e della violazione illecita”.
“Sembra che tutto sia fruibile e disponibile”, ha spiegato, sottolinendo come si ponga quindi “la necessità di fissare regole chiare, educare alla legalità, e promuovere una attività di monitoraggio e accertamento con mezzi adeguati”.

Collaborazione sinergica

In questo diventa fondamentale creare una “collaborazione sinergica” che coinvolga i soggetti interessati, istituzionali e privati. “E’ sempre più necessario – ha osservato – un approccio quantomeno europeo”.
Nel ricordare che l’azione dell’Agcom affonda “le sue radici nel regolamento del 2013 che ha segnato l’inizio di una decisa attività di contrasto alla pirateria digitale” il presidente dell’Authority ha detto che “il bilancio dei primi 11 anni di attuazione di questo regolamento è positivo. L’intera industria creativa lo valuta positivamente”.
“Poi il regolamento ha subito una serie di modifiche fino alla legge antipirateria con provvedimenti cautelari e l’ingiunzione dinamica attraverso il Piracy Shield” la cui istituzione è stata prevista dalla legge 14 luglio 2023 numero 93, la cosiddetta legge antipirateria, ha ricordato. Per Lasorella “senza la collaborazione delle piattaforme digitali è difficile risolvere in modo completo la questione”.

Piracy Shield esteso

Soffermandosi sul Piracy Shield, la piattaforma nazionale antipirateria, Lasorella ha rilevato come “c’è stata una messa in operatività con tempi accelerati e un aggiustamento progressivo che poi ha condotto a stabilizzare e razionalizzare il suo funzionamento”.
Quella del Piracy shield è “una vicenda che testimonia la complessità dell’approccio al fenomeno che da un lato è normativo dall’altro tecnico: ci siamo mossi in una terra incognita, cercando di delineare tecniche e procedure. Le specifiche sono state indicate in un tavolo tecnico e in una prima fase – ha proseguito – limitate a eventi sportivi: dal primo giorno al 30 settembre scorso da titolari dei diritti sono giunte 66.370 segnalazioni che hanno portato al blocco in trenta minuti di risorse che diffondevano illecitamente eventi trasmessi in diretta”.
Poi a partire dallo scorso luglio l’ambito del funzionamento è stato esteso a altri eventi in diretta comprendenti film e altri prodotti dell’audiovisivo.

“Le modifiche tecniche tengono conto delle normative europee, tenuto conto che nel tempo si è assistito a uno spostamento di attività illecite da siti individuabili a siti che operano dietro lo schermo di grandi piattaforme che sono piu difficili da colpire” ha concluso Lasorella.