Barachini: rischio muro di comfort nelle ricerche online con IA

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Dopo il reclamo Fieg contro Google, il sottosegretario all’editoria evidenzia l’insidia che si crea affidandosi alle sintesi generate online. Un muro di conforto e risposte standard che rischiano di ridurre ulteriormente l’accesso alle informazioni

Nel settore dell’editoria e dell’informazione, “il flusso delle ricerche va esattamente verso un’idea di innovazione che tende a restituire ai cittadini visioni comode della loro ricerca, quasi di comfort”.
E’ la considerazione fatta da Alberto Barachini, sottosegretario di Stato con delega all’Informazione e l’Editoria.

“Le sintesi dell’AI fanno sì che un utente su cento va a cliccare sul link proposto dalla sintesi stessa. Otto su cento cliccano e quindi proseguono tra i risultati della ricerca”.
“Se le ricerche e le domande degli utenti online producono in maniera prevalente una sintesi, sarà potenzialmente più complesso sfondare questo muro di comfort, di risposte standard”, ha aggiunto.
E in generale, ha rilevato, se “la ricerca si basa sempre sulle stesse fonti”, con la sintesi dell’AI diventa quindi “molto minore la libertà di accesso alle informazioni”.

Per Barachini “questa è la preoccupazione di oggi: cercare di combattere e normare” questo aspetto, perché “abbiamo bisogno di uscire da un’area di comfort prevista da altri per vincere questa sfida”.

Il reclamo Fieg

La considerazione di Barachini avviene dopo che, nei giorni scorsi la Fieg ha presentato reclamo formale all’Agcom contro il servizio ‘AI Overviews’ di Google. 
La funzione di ricerca utilizza l’intelligenza artificiale per generare un riassunto delle informazioni, ponendole direttamente in cima alla pagina dei risultati. Con come conseguenza, ha rilevato la federazione degli edicotri, di ridurre la visibilità e reperibilità dei contenuti editoriali, mettendo alla prova ulteriormente la tenuta economica dei media e aumentando il rischio di diffusione di disinformazione