“La libertà e la democrazia è a rischio quando l’estrema destra è al governo”. Dal palco del congresso del Pse, Elly Schlein ha usato queste parole per esprimere la sua solidarietà a Sigfrido Ranucci, dopo l’attentato che – giovedì sera – ha distrutto due auto della sua famiglia, ma che potenzialmente poteva avere delle conseguenze ben più gravi.
Un allarme e un parallelo forte che ha innescato, immediata, la replica di Giorgia Meloni che ne ha tacciato le esternazioni come “delirio puro”. E il botta e risposta – per lo più via social – che ne è seguito, dal caso del giornalista si è poi rapidamente spostato su altri temi di contingenza politica e non solo.
“Vergogna Elly Schlein che vai in giro per il mondo a diffondere falsità e gettare ombre inaccettabili sulla nazione”, ha detto indignata Meloni. Per la premier “da parlamentare della Repubblica e leader di partito” la segretaria dem dovrebbe invece “rappresentare e aiutare” l’Italia, quantomeno oltreconfine.
Dal palco di Amsterdam invece, Schlein ha dipinto ai socialisti europei la situazione italiana con “una estrema destra al governo” che taglia scuola, sanità e blocca tutte le proposte delle opposizioni a partire dal salario minimo. E nella replica ha accusato Meloni di fare solo fare “vittimismo”, senza dare “risposte” al Paese. Meloni, che è presidente del Consiglio, “può andare alle Nazioni unite e attaccare le opposizioni davanti a tutto il mondo”, o su un palco a Firenze “a darci dei terroristi” mentre “le opposizioni devono stare mute, zitte e buone”. Dica piuttosto, la conclusione, perché “con la sua manovra si andrà in pensione più tardi” o perché “non c’è uno straccio di politica industriale”.

















