La Rai è garante per il sistema informativo italiano, dice l’ad di Viale Mazzini da Napoli in un convegno sulla disinformazione, prendendo spunto dall’attenta che ha colpito il giornalista e conduttore di Report. La democrazia, ha aggiunto Rossi, si difende attraverso il pluralismo e va di pari passo con la responsabilità di chi fa informazione
“È un rischio ogni volta che l’attività di un giornalista viene messa in pericolo”. Sono le parole con cui l’ad della Rai, Giampaolo Rossi, è tornato a parlare dell’attentato di cui è stato vittima il 16 ottobre Sigfrido Ranucci, in occasione del convegno ‘Get Real: uniti contro la disinformazione’, organizzato nell’ambito del Prix Italia di Napoli.
“Io rimango convinto che la libertà di informazione e la libera circolazione del pensiero siano il valore trainante di una moderna democrazia e della convivenza civile”, ha spiegato Rossi prendendo parte all’incontro che ha come tema il disordine informativo.
“Il pluralismo si garantisce attraverso la somma delle diverse visioni del mondo, non attraverso la loro soppressione. Anche un pensiero contrastante con il nostro rappresenta un valore”.

“Rai garante per il sistema informativo italiano”
E in questo contesto, secondo Rossi Viale Mazzini – “uno dei più importanti broadcaster pubblici in Europa” – ha un ruolo ben preciso. “Svolge una funzione di garanzia per il sistema informativo italiano”. “Lo fa in un’epoca di grande trasformazione tecnologica, in cui il tema dell’informazione è cruciale, perché i processi di disinformazione mettono in discussione le garanzie democratiche stesse” , ha rimarcato.
“Quindi il ruolo della Rai e del servizio pubblico è centrale perché garantisce, da una parte, il mantenimento della libertà di informazione e del pluralismo, soprattutto in tempi tragici come questi, in cui abbiamo visto anche il drammatico evento delle minacce al collega Sigfrido Ranucci, e, dall’altra, la possibilità di assicurare una veridicità dell’informazione, che è un elemento sostanziale della nostra convivenza civile e sociale.”
Pluralismo e democrazia
Nelle sue parole anche una riflessione tra il legame e la relazione che si innesca tra potere, libertà e democrazia. “Il rapporto tra democrazia, libertà e potere è da sempre conflittuale, non solo in Occidente ma anche nelle dittature del nostro tempo. È chiaro che lo sforzo da fare è quello di analizzare sempre con il massimo spirito critico possibile le scelte che i governi fanno. Da questo punto di vista, io credo che il valore profondo di una democrazia, indipendentemente dai governi che la mostrano, sia proprio dato dalla capacità di costruire un modello di informazione che sia il più plurale possibile”.
“Gli Stati Uniti sono una grande democrazia, sono il Paese che ha fondato il modello di democrazia plurale. L’Occidente è un modello di democrazia plurale e credo che il senso critico dell’informazione non possa mai essere messo in discussione”.
“Questo va di pari passo con la responsabilità di chi fa informazione, perché molto spesso il conflitto nasce non solo da un intervento del governo, ma anche da una mancanza di responsabilità da parte di chi gestisce i mezzi di comunicazione, che deve sempre avere un profondo senso del proprio ruolo”, ha concluso.

















