Il chatbot ha oltre 120 milioni di utenti mensili, superando la soglia ‘d’osservazione’ dei 45 milioni stabiliti dal Dsa
La Commissione europea è al lavoro per verificare se ChatGpt di OpenAI rientri tra le piattaforme online soggette alla legge europea sui servizi digitali (Dsa), pensata per mettere ordine nel ‘far west digitale’ e che prevede, tra l’altro, misure a tutela dei minori e per contrastare la disinformazione.
Secondo alcune fonti dell’esecutivo comunitario, il processo potrebbe far scattare la sorveglianza Ue entro la metà del prossimo anno. Sarebbe la prima volta che un servizio di IA finisce sotto la lente Ue ai sensi del Dsa.
“Ci sarà un lavoro, anche in collaborazione con il nostro servizio legale, per designare ciò che può essere designato da ChatGpt nel contesto del Dsa, che si tratti del motore di ricerca, o della piattaforma online in quanto tale”, spiegano da palazzo Berlaymont, specificando che al termine del lavoro tecnico dovrebbe seguire “una lettera di intenti e poi una decisione della Commissione di designare” ChatGpt.
Da allora, dovranno passare “quattro mesi prima che la designazione entri in vigore”, spiegano ancora.
ChatGpt ha superato i 120 milioni di utenti mensili in Ue, superando la soglia dei 45 milioni, prevista nel Dsa per rientrare nell’elenco delle piattaforme sottoposte alla sorveglianza Ue.
“Stiamo già cercando, anche nel contesto” dell’iniziativa per semplificare le regole Ue del digitale, nota come Omnibus digitale, di “facilitare l’interazione tra l’AI Act e il Dsa” oltre che della legge sui mercati digitali (Dma), volta a contrastare le pratiche sleali e l’abuso di posizione dominante sui mercati digitali da parte delle Big Tech. L’obiettivo, viene spiegato, è di garantire che la conformità a questo complesso di norme sia “fattibile anche per l’azienda, in modo che le valutazioni dei rischi non siano eccessive”.


















