Il consigliere politico del primo ministro ungherese – in visita in Italia – accusa il quotidiano di averne storpiato le parole per “screditare chi sostiene la pace e la sovranità”. Ma nel mirino dei suoi attacchi c’è anche Report. Replica del quotidiano: immagini e video confermano le parole riprese
La visita di Viktor Orban in Italia e il suo incontro con Giorgia Meloni ha aperto le prime pagine di molti dei quotidiani in edicola oggi. Tra questi Repubblica ha pubblicato delle dichiarazioni del primo ministro ungherese raccolte dal giornalista Tommaso Ciriaco. Dichiarazioni in cui di fatto, Orban ha relegato l’Ue a una posizione marginale e da spettatore sulla pace in Ucraina, contestato le posizioni e le scelte Donald Trump sul petrolio russo, senza nemmeno troppo nascondere accondiscendenza verso Vladimir Putin.
Inutile dire che le sue parole hanno creato non poco imbarazzo al governo italiano, con il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani che si è dissociato – “l’Italia ha posizioni diverse”.
Il governo ungherese è invece partito alla carica contro il quotidiano, bollando l’intervista come “manipolazione politica” volta a “screditare l’Ungheria”.
“Le fake news colpiscono ancora: l’obiettivo è chiaro, dividere e indebolire i leader che sostengono la pace”, ha scritto su Balazs Orbán, consigliere politico del premier ungherese, attaccando oltre a Repubblica anche i media ungheresi di aver attribuito a Orban “parole che non ha mai pronunciato, trasformando persino una propria domanda in una citazione falsa”.
“Un esempio da manuale di come i media liberali distorcono i fatti per mettere i leader orientati alla pace gli uni contro gli altri e attaccare coloro che sostengono il dialogo, la sovranità e la stabilità”, ha aggiunto pubblicando il video con il contenuto dell’intervista.
Per Budapest, Repubblica avrebbe “deliberatamente distorto” la risposta del premier alla domanda sulle sanzioni Usa al petrolio russo “suggerendo falsamente che Orbán avesse definito la decisione di Trump ‘un errore’ e avesse detto che avrebbe ‘cercato di far revocare le sanzioni'”.
“Nulla di tutto ciò è mai stato detto. Il giornale ha semplicemente spacciato la propria interpretazione per una citazione diretta”.
“Questo non è giornalismo, è manipolazione politica. L’obiettivo non è informare, ma screditare l’Ungheria, una nazione che si batte costantemente per la pace, la stabilità e l’interesse nazionale”, ha concluso, citando la visita di Orban a Washington in programma la prossima settimana, dove “rappresenterà il continuo impegno dell’Ungheria negli sforzi volti a porre fine alla guerra il prima possibile”.
Replica da Repubblica
Immediata è arrivata la replica dal giornale diretto da Mario Orfeo. “Repubblica non prende lezioni di giornalismo dal consigliere politico di Orbàn. A maggior ragione di fronte a immagini e dichiarazioni in video del leader ungherese che confermano quanto riportato sul sito per tutta la giornata di ieri e nell’edizione cartacea odierna del quotidiano”.
Solidarietà da Schlein
Il quotidiano ha registrato il sostegno dalla segretaria Pd, Elly Schelin. “Grave l’attacco del governo ungherese a Repubblica, a cui esprimiamo piena solidarietà. È inaccettabile ogni forma di ingerenza e di intimidazione nei confronti della libertà di stampa e dell’indipendenza dei media italiani. Mi aspetto che anche Giorgia Meloni e il governo italiano difenda il quotidiano e, soprattutto, questi valori fondamentali che dovrebbero essere pienamente rispettati e condivisi da tutte le forze politiche”, ha detto.
“Quello di Orban è un viaggio dai contorni ancora poco chiari e dalle implicazioni geopolitiche preoccupanti che sembrano voler spingere l’Italia verso una posizione di contrasto con l’Unione Europea, nel tentativo di assecondare gli interessi nazionalisti di Orbán e il suo legame economico ed energetico con la Russia di Putin.
Speriamo che la Presidente Meloni, ha aggiunto, gli abbia detto quanto sia strategico per l’Italia proseguire con gli investimenti comuni europei, senza i quali saremmo in recessione, e quanto sia importante condividere le responsabilità sull’accoglienza di chi arriva in Italia. E che si chiarisca con il suo ministro degli Esteri che ha dichiarato cose diverse rispetto a quelle affermate da Orban, che lei invece non ha smentito”.
L’attacco a Report
L’attacco a Repubblica non è l’unica critica che il consigliere politico di Orban ha lanciato contro i media italiani. Sempre su X ieri, ha attaccato il servizio andato in onda su Report sul sovranismo bollandolo come “un grave errore”. “Il programma Report ha presentato i network internazionali conservatrici e sovranisti in un servizio il cui titolo stesso rivela il pregiudizio degli autori: L’offensiva sovranista contro l’Europa: l’asse Meloni-Trump”, ha scritto, ricordando come il servizio tirasse in ballo i think tank conservatori, l’ungherese Mcc Budapest e il polacco Ordo Iuris, autori del rapporto ‘The Great Reset’ in cui si ridisegnano gli equilibri istituzionali dell’Ue in chiave sovranista.
“Il programma ha presentato il documento come un tentativo di minare l’integrazione dell’Ue, anche se in realtà si tratta di un documento politico completo che esamina le questioni chiave del futuro dell’Unione, in particolare come ripristinare l’equilibrio tra sovranità nazionale e centralizzazione istituzionale nell’Ue”, ha osservato il consigliere di Orban, sottolineando al contrario il “ruolo costruttivo” nel “plasmare il dibattito sul futuro dell’Europa”.












