Fabrizio Burlando, Amministratore Delegato di BANCOMAT

Stablecoin, la sfida italiana al Genius act di Trump

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Bancomat si prepara a lanciare la prima piattaforma di moneta virtuale agganciata all’euro. Con il supporto dell’Abi e del Mef. Il debutto è previsto per il 2026. E certifica la trasformazione della società di Burlando da semplice circuito di pagamento a piattaforma di sistema in grado di offrire tutta la filiera delle transazioni digitali

Non c’erano le candeline, ma nella sala del ristorante stellato di Andrea Aprea a Milano si respirava aria di festa. Qui lo scorso 28 ottobre, alla vigilia del Salone dei Pagamenti, Fabrizio Burlando (foto), amministratore delegato e direttore di Bancomat Spa, ha voluto festeggiare a modo sui il primo compleanno della società, con una sorpresa che ha spiazzato un po’ tutti. “Siamo pronti a lanciare Eur-Bank, la prima stablecoin di sistema ancorata all’euro e conforme al Micar (il regolamento europeo sulle cripto-attività, ndr”.

La notizia non è di poco conto ed è destinata a cambiare il volto delle transazioni in moneta digitale. Se da un lato il boom delle stablecoin negli Stati Uniti comincia a preoccupare le istituzioni finanziarie europee, tanto che la Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, Chiara Scotti, non usa mezzi termini per dire che le stablecoin ­ancorate al dollaro, lanciate in pompa magna lo scorso luglio da Donald Trump con il suo discusso ‘Genius Act, rappresentano un rischio per la stabilità finanziaria e la sovranità monetaria del Paese. E dell’Eurozona. Dall’altra parte, rappresentano una enorme opportunità per l’Italia che si fa promotrice della prima stablecoin nel mercato europeo dei pagamenti digitali. E sarà Bancomat la capofila del progetto, che coinvolge le banche italiane nel ruolo di emittenti delle stablecoin, e fornirà l’infrastruttura tecnologica e le connessioni per l’interoperabilità europea. Se negli Stati Uniti le stablecoin rafforzano il dollaro come valuta di riserva internazionale e trovano sostegno nei Treasury bond, il modello Eur-Bank non sarà un copia e incolla del ‘Genius Act’ trumpiano, ma “un’infrastruttura che unisce rapidità ed economicità delle transazioni, con fiducia istituzionale, grazie a regole certe ed emittenti vigilati”, assicura Burlando. In altre parole Eur-Bank, al contrario delle stablecoin a stelle e strisce, non nasce per generare profitti diretti, ma per offrire al sistema bancario e ai cittadini uno strumento sicuro, trasparente e funzionale all’economia reale. Una moneta digitale regolata, non speculativa.

L’iniziativa lanciata da Bancomat e sostenuta da Abi e Mef spinge l’Italia a giocare un ruolo di primo piano nel nuovo ecosistema dei pagamenti digitali. Secondo il Vice Direttore Generale Vicario dell’Abi, Gianfranco Torriero, “Eur-Bank è un’iniziativa di sistema costruita dentro la cornice regolamentare del Micar, che oltre a creare un mercato armonizzato, garantisce fiducia e sicurezza ai cittadini”. E continua: “la moneta digitale di sistema rafforza la sovranità strategica dell’Europa e consolida il rapporto di fiducia tra banche, imprese e cittadini».

Regole solide e affidabili, ruolo centrale delle banche e stabilità sistemica sono i tre pilastri su cui l’Italia e l’Europa possono costruire un vantaggio strategico risetto agli Stati Uniti. Non solo. Rilevanti, secondo Burlando, le ricadute di Eur-Bank sui consumatori finali, cittadini o imprese. Le stablecoin, infatti, potranno essere impiegate per effettuare pagamenti transfrontalieri rapidi ed economici, per conti di deposito digitali o per l’acquisto di titoli di Stato sotto forma di token. “Questo approccio potrebbe portare benefici significativi” ha spiegato Burlando, “quali la riduzione dei costi di emissione e gestione, una maggior efficienza nella distribuzione e la possibilità di offrire ai risparmiatori strumenti più trasparenti e flessibili, senza costi aggiuntivi per lo Stato”.

Bancomat ha già aperto il dossier con il Mef è e ha avviato un dialogo formale con la Banca d’Italia che sta valutando il progetto con estrema attenzione, mentre le banche hanno conferito alla società guidata da Burlando le deleghe formali per portare avanti il l’iniziativa. Se la frammentazione del sistema bancario europeo non metterà il bastone tra le ruote, il progetto Eur-Bank potrà decollare nel corso del 2026 e l’Italia sarebbe il primo Paese europeo a lanciare una stablecoin di matrice bancaria.

Il lancio di Eur-Bank è solo la punta di diamante del processo di trasformazione definitiva di Bancomat nel suo passaggio da semplice circuito di pagamento a piattaforma di sistema in grado di offrire tutta la filiera delle transazioni digitali: dal negozio all’e-commerce fino ai trasferimenti peer to peer. L’infrastruttura tecnologica che ha reso possibile questa evoluzione ruota intorno a One Bancomat, un ecosistema digitale in un’unica app – con tanto di loyalty e interoperabilità europea – che prevede un punto di accesso unico e universale che le banche possono integrare nei propri canali. Si va dai pagamenti contacless ai trasferimenti di denaro attraverso il telefonino, dall’e-commerce, dai pagamenti verso la pubblica amministrazione fino all’integrazione con l’euro digitale quando sarà in circolazione. L’obiettivo, neanche tanto velato, è quello di competere con i grandi circuiti internazionali.

Un cambio di passo, avviato nel 2025, che condensa in un unico brand una nuova infrastruttura e innovazione di prodotto. Tuto è cominciato con la digitalizzazione delle carte Bancomat che, grazie all’integrazione con i principali wallet (Apple pay, Google pay e Samsung pay) consente a 30 milioni di italiani e 3 milioni di esercenti si utilizzare il circuito Bancomat anche attraverso lo smartphone. L’operazione è stata resa possibile grazie anche alla partnership con Nexi che ha permesso la creazione di un’unica infrastruttura tecnologica nazionale, scalabile e interoperabile con il resto d’Europa.

All’evoluzione tecnologica si è accompagnato un grande lavoro sul fronte della comunicazione con l’obiettivo di costruire intorno a un brand unico, la nuova identità della società. Per raccontare la nuova immagine, la strategia comunicativa messa a punto da Vittorio Silva, Chief Communication and Brand Marketing Officer di Bancomat ha avuto gioco facile, puntando sulle grandi passioni degli italiani: sport, cultura e musica. La partnership con Lega Serie A, Fantacalcio garantisce visibilità durante le partite e sui canali digitali dedicate ai tifosi; così come la partecipazione agli Internazionali Bnl d’Italia, uno dei tornei più importanti del circuito tennistico italiano. Tra sport e sociale si muove il sostengo al progetto “Illumina”, promosso dal Ministero per lo Sport e realizzato da Sport e Salute per la creazione di spazi di aggregazione e benessere per i giovani e le comunità locali.  Sul fronte culturale, Bancomat ha siglato una collaborazione con il Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, per la cura e la manutenzione della collezione d’arte contemporanea di Villa Panza a Varese.