Secondo Reuters i due gruppi avrebbero avviato le discussioni preliminari per una fusione che ridurrebbe a tre gli operatori presenti nel mercato italiano. Ma sulle tempistiche c’è il nodo Antitrust
Ck Hutchison avrebbe avviato discussioni preliminari con Iliad per studiare una fusione delle rispettive attività di telefonia mobile in Italia.
A rivelare i colloqui, a cui sia Iliad che Ck Hutchison hanno opposto un no comment, è stata Reuters, secondo cui gli asset di Iliad potrebbero essere valutati più di 3 miliardi di euro su base standalone. L’operazione potrebbe configurarsi come una joint-venture tra Iliad e Wind Tre, la controllata di Ck Hutchison in Italia, oppure come un conferimento delle attività di Iliad in cambio di una quota azionaria dello spin-off delle attività di tlc europee a cui il conglomerato di Hong Kong starebbe lavorando.
Come cambierebbe il mercato italiano
L’operazione ridurrebbe da quattro a tre gli operatori telefonici attivi in Italia, attenuando la pressione competitiva e aumentando la marginalità delle telco.
Quello tra Iliad e Wind Tre sarebbe l’ennesimo tentativo di fusione in Italia, dopo la riuscita acquisizione di Vodafone Italia da parte di Fastweb e le discussioni non finalizzate da Iliad – prima con la stessa Vodafone Italia e, in tempi più recenti con Tim. Mentre, su scala internazionale, nei giorni scorsi, il gruppo tlc di Xavier Niel è stato protagonista di un tentativo di scalata fallito ad Altice France, in cordata con Bouygues e Orange.
L’operazione ridurrebbe da quattro a tre gli operatori telefonici attivi in Italia. Wind Tre e Iliad, che nel mobile hanno rispettivamente il 23,8% e il 10,9% del mercato, insieme darebbero vita al primo operatore davanti a Fastweb (30%), dovendo fare i conti con un attento scrutinio da parte dell’antitrust.
Non prima del 2026
In ogni caso, ricorda Ansa, l’operazione non potrebbe essere immediata. La Commissione europea, nell’autorizzare la fusione tra 3 Italia e Wind Tre nel 2016, aveva vietato fino al 2026 un’integrazione tra Wind Tre e Iliad, il cui ingresso nel mercato italiano nel 2018 rappresentava proprio uno dei rimedi agli effetti anticoncorrenziali alla fusione tra 3 Italia e Wind.
Un’operazione tra Wind Tre e Iliad, che nel mobile hanno rispettivamente il 23,8% e il 10,9% del mercato, creerebbe il primo operatore davanti a Fastweb (30%) e dovrebbe fare i conti con un attento scrutinio da parte dell’antitrust.
In passato il ceo di Iliad, Thomas Reynaud, ha comunque chiarito che non è intenzione dei francesi cedere le attività in Italia, dove Iliad intende “continuare a crescere” valutando il consolidamento “non una necessità ma una opportunità”.











