Streaming, studios ma non le tv. Netflix si muove per Warner Bros Discovery

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La piattaforma Ott, scrive Reuters, si sta muovendo attivamente per mettere le mani su Warner Bros Discovery e rafforzare la sua posizione tra gli streamer. Fuori dai suoi radar le tv del broadcaster

I rumors circolavano già da qualche settimana. Ma adesso sembra proprio che dalle ipotesi si stia passando alle vie di fatto. Netflix sta valutando un’offerta per le attività di streaming e gli studios di Warner Bros Discovery, cui fanno capo realtà come Hbo, marchi iconici, nonchè library, titoli e personaggi tra i più amati dal pubblico globale.

Secondo una ricostruzione di Reuters, il colosso Ott si sta muovendo affiancato da Moelis & co, banca di investimento che ha seguito Skydance nella scalata a Paramount per valutare una potenziale offerta, dopo aver avuto accesso a dati finanziari.

Catalogo, franchise e studi: cosa fa gola a Netflix

Mettere le mani su Wbd, consentirebbe a Netflix di aumentare la sua capacità produttiva e il suo ruolo di distributore – dato l’immenso catalogo che avrebbe a disposizione – e costruire un ecosistema di contenuti basato su franchise iconiche e consolidate.
Nessun interesse invece per la parte televisiva che comprende brand come Cnn, Tnt, Food Network. Lo ha chiaramente ribadito parlando con gli azionisti il ceo Ted Sarandos, aprendo invece alla possibile valutazione di operazioni di acquisizioni per rafforzare l’offerta dello streamer.

Le opzioni per Wbd

Lato Wbd, l’azienda ha avviato una fase di riorganizzazione che porterà alla separazione in due degli asset, con da una parte le reti tv e dall’altra la parte streaming e studios.
Ma nei giorni scorsi il board ha aperto alla valutazione di manifestazioni di interesse, dopo l’invio – non richiesto e per ora rifiutato – di un’offerta da parte di Paramount SkyDance.
Per il broadcaster si tratta ora di capire come muoversi e se continuare nel processo di scorporo.
Anche perchè, tra i potenziali interessati ci sarebbe anche Comcast, pronta a valutare asset media “complementari” alle sue attività. Le logiche ispiratrici di Comcast, non dovrebbero essere dissimili. Probabile se non scontata anche in questo caso una predilezione per attività streaming, studios, marchi globali.