Tra i rappresentanti internazionali anche il ministro italiano della Cultura Alessandro Giuli
Il Cairo ha celebrato l’inaugurazione del Grand Egyptian Museum (GEM), il più grande complesso museale del mondo dedicato alla civiltà egizia, che sorge a pochi passi dalle Piramidi di Giza.
L’evento, atteso da oltre vent’anni, è stato molto più di una cerimonia culturale: ha assunto il valore di incontro diplomatico di altissimo profilo, a conferma del ruolo centrale dell’Egitto come ponte politico e culturale tra Africa, Europa e Medio Oriente.
Alla serata inaugurale hanno partecipato 79 personalità internazionali, tra cui il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, Re Felipe VI di Spagna, il presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa, la regina Rania di Giordania e lo sceicco Khaled bin Mohamed, il principe ereditario di Abu Dhabi. Una presenza corale che ha voluto ribadire il valore della cultura come strumento di cooperazione e di diplomazia nel Mediterraneo allargato.
Tra i rappresentanti europei, anche il ministro italiano della Cultura Alessandro Giuli, per conto del Governo italiano.
“È una gioia e un onore rappresentare l’Italia all’inaugurazione del Grand Egyptian Museum, uno scrigno che esalta la magnificenza della civiltà egizia e il suo fascino senza tempo”, ha dichiarato Giuli.
“Investire nella cultura è essenziale per promuovere pace, stabilità e sviluppo nel Mediterraneo. Italia ed Egitto vantano rapporti millenari e una cooperazione culturale esemplare, che rappresenta un modello per il dialogo euro-mediterraneo”.

Cooperazione culturale e strategica
L’Italia ha avuto un ruolo di primo piano nella realizzazione del nuovo museo. Il Museo Egizio di Torino ha fornito consulenza scientifica sui criteri di valorizzazione e conservazione dei reperti, mentre esperti italiani hanno collaborato ai modelli di gestione e accessibilità del complesso, che si estende su oltre 500.000 metri quadrati e custodisce più di 100.000 opere.
La visita del ministro Giuli si inserisce in una cornice di relazioni culturali sempre più strutturate tra Italia ed Egitto, consolidate anche da recenti iniziative come la mostra ‘Tesori dei Faraoni’ alle Scuderie del Quirinale.
In un momento di forte tensione nell’area mediorientale, con il ruolo dell’Egitto cruciale nei rapporti con Israele e nell’accoglienza del popolo palestinese in fuga da Gaza, la presenza di numerosi capi di Stato e ministri alla cerimonia assume un significato che va oltre la cultura: è un segnale di fiducia e di cooperazione internazionale in un Mediterraneo che cerca nuovi equilibri attraverso il dialogo e la conoscenza reciproca.












