Nuovo capitolo nella partita dei fondi per l’audiovisivo, che ha visto la legge di bilancio tagliare in maniera consistente il fondo cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura (passerebbe con la manovra da 696 a 550 milioni di euro, oltre a 350 milioni che verrebbero meno per mancati sforamenti).
In una nota rilasciata stamane, il ministro della cultura Alessandro Giuli dichiara di aver recuperato 100 milioni di euro, da somme inutilizzate, da destinare al fondo.
“Ho appena firmato un decreto interministeriale per destinare oltre 100 milioni di euro a favore del fondo per il cinema e l’audiovisivo. Si tratta di somme inutilizzate dal 2022 – un’ulteriore parte delle quali resterà esigibile per l’anno 2026 – e che con questo decreto reindirizziamo al rifinanziamento del fondo. Nelle condizioni date, malgrado i necessari e consistenti tagli previsti in legge di bilancio, dopo aver reso più trasparenti e virtuose le procedure di accesso al Tax credit; dopo aver prosciugato le zone d’ombra e di arbitrio in cui pochi spregiudicati si arricchivano alle spalle dei numerosi lavoratori del settore; oggi il Ministero della Cultura viene incontro alla catena del valore cinematografo confermandole risorse e fiducia” si legge nella nota firmata dal titolare del MiC.
Il decreto dovrà essere controfirmato dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.
L’apprensione per le conseguenze del taglio in bilancio sul settore dell’audiovisivo è stata grande nelle scorse settimane. In un’intervista rilasciata la scorsa settimana a Prima Comunicazione, la presidente dell’Associazione dei Produttori dell’Audiovisivo Chiara Sbarigia si era detta fiduciosa del fatto che Ministero della Cultura e delle Finanze stessero lavorando per recuperare i fondi tagliati. La notizia dei 100 milioni recuperati oggi, però, non basta a rassicurare gli operatori del settore.
“Apprezziamo l’intento di trovare liquidità immediata per rifinanziare il fondo” fanno sapere in una nota congiunta Apa, Anica e Cna “la tutela dei diritti acquisiti sui contributi automatici degli anni pregressi, sui quali pure siamo stati rassicurati, è per noi imprescindibile ed una sua eventuale violazione sarebbe molto grave, specialmente dopo il recente lavoro condiviso con il Mic stesso per accelerarne l’erogazione. Cogliamo in questa interlocuzione la buona volontà di impedire una crisi strutturale dell’industria del cinema e dell’audiovisivo che costerebbe decine di migliaia di posti di lavoro e impatterebbe negativamente sull’ economia italiana. Le buone intenzioni, però, non bastano, per questo resta sempre urgente e indispensabile che si recuperino le risorse tagliate in Finanziaria”.
Per gli operatori del settore dell’audiovisivo, quindi, allarme e preoccupazione rimangono.











