La collaborazione (forse meglio l’alleanza) tra sport e tecnologie ha lontane origini. Già nel secolo scorso le radiocronache, con il loro fascino, aiutarono la diffusione popolare della radio. Lo stesso con la televisione, sia in bianco e nero sia a colori, e ancora con internet e le sue molteplici derivazioni in specie social, podcast, big data e altro tanto che lo sport veniva chiamato la ‘killer application’ per la diffusione tecnologica.

Oggi con l’AI stiamo verificando qualcosa di simile con continui approfondimenti sul fronte sia tecnico-agonistico (match analysis, talent scouting, champions profile, e altro) sia gestionale (event e sponsor value, dynamic pricing, feedforward control e tanto altro che ancora deve essere studiato e praticato) in quanto lo sport è sempre più il “mondo dei Big Data”. Per realizzare tutto ciò è però necessario saper ben distinguere ma collegare, e quindi sinergizzare, i ruoli in particolare dei Data Scientist e dei Manager. Per questi ultimi l’impegno e la competenza richiesta cresce e non cala, come semplicisticamente si crede, sia nella fase analitica che in quella strategica, attuativa e di controllo. Con l’AI si può fare meglio e di più (l’asticella competitiva si alza) ma non con meno fatica e competenza!
“Certamente, scrive Sergio Cherubini nel suo nuovo libro (Management e marketing dello Sport ovvero valorizzare l’esperienza complessiva) l’avvento dell’AI permette di far evolvere le potenzialità digitali nella gestione dello sport così da migliorare l’esperienza degli appassionati, nelle loro varie espressioni, e conseguentemente ottenere risultati multi win-win capaci di consolidare l’attuale efficacia dello sport nel B2C, B2B e B2P, mettendolo al riparo di sempre possibili attacchi competitivi.
La crescente ricerca della personalizzazione dell’offerta sportiva può essere migliorata non solo nella fase analitica iniziale ma anche, e forse soprattutto, nella messa a “fine tuning” dei vari fattori da offrire nei riguardi sia di cosa dare sia di quanto e quando dare in modo da contenere le spese non necessarie.
Su questo fronte si ritiene che i maggiori miglioramenti riguarderanno la creazione di contenuti e il customer service nelle sue varie versioni, mediante il supporto ai metodi già usati, la loro sostituzione anche per colmare possibili lacune e soprattutto creare nuovi tipi di dati e idee, fermo restando la necessità di essere consapevoli dei limiti che anche queste metodologie hanno.
Si tratta, dunque, di uno strumento certamente essenziale ma che, come al solito, bisogna saper usare con competenza soprattutto nella fase di prompting dove è necessario fare domande ben precise. Il tutto per rendere il management sportivo ancor più intelligente, coinvolgente e personalizzato!












