Un centro per la resilienza democratica, attenzione al voto e maggior sostegno ai media tra gli obiettivi dell’iniziativa annunciata dalla presidente Von der Leyen fin dagli inizi del suo secondo mandato.
Tre i pilastri alla base del progetto che vigilerà anche sulle forme di disinformazione interna
La Commissione Europea ha lanciato lo ‘European Democracy Shield’ – ‘scudo europeo per la democrazia’. Tra le iniziative di punta del nuovo mandato di Ursula von der Leyen, il progetto prevede una serie di misure con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare, proteggere e promuovere democrazie forti e resilienti” nel Vecchio Continente. A complemento anche una strategia dell’Ue per la società civile, che mira ad un maggiore “coinvolgimento, protezione e sostegno” alle organizzazioni della società civile che svolgono ruoli “essenziali nelle nostre società”.
Il piano prevede anche una strategia per un maggiore coinvolgimento e sostegno alle organizzazioni della società civile e dei media.
Tre pilastri
Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva con delega alla Sovranità tecnologica, presentando il progetto ha indicato in tre i pilastri che sono alla base dello scudo: “salvaguardare il nostro spazio informativo, rafforzare le istituzioni democratiche e aumentare la nostra resilienza sociale”.
“Il nostro obiettivo è molto chiaro: i cittadini devono essere in grado di formare ed esprimere le loro opinioni liberamente. Tutti devono sentirsi messi in condizione e anche rappresentati e ascoltati, sapere che le loro voci contano”, riassume.
Kallas: difendere meglio la democrazia
“La democrazia liberale è sotto attacco. Assistiamo a campagne – anche da parte della Russia – specificamente concepite per polarizzare i nostri cittadini, minare la fiducia nelle nostre istituzioni e inquinare la politica nei nostri paesi”, ha detto l’alta rappresentante Ue Kaja Kallas. “Il nuovo Scudo europeo per la democrazia fa parte della risposta dell’Europa volta a proteggere gli elementi costitutivi delle nostre democrazie: media liberi, dibattito basato sui fatti ed elezioni eque. Se vogliamo che la democrazia prevalga, dobbiamo difenderla meglio”, ha aggiunto.
Come funziona lo scudo
La componente più concreta dello ‘scudo’ sarà un nuovo Centro Europeo per la Resilienza Democratica, al quale gli Stati membri potranno aderire su base volontaria. Opererà come un hub dedicato allo scambio tra le istituzioni Ue e i 27, collegando strutture esistenti che si occupano delle minacce nello spazio informativo. L’obiettivo sarà quello di aumentare la “capacità collettiva di anticipare, individuare e rispondere alle minacce e costruire la resilienza democratica”.
A coadiuvarne i lavori, una piattaforma che riunirà ong, think tank, ricercatori e fact-checker, inclusi l’Osservatorio europeo dei media digitali (Edmo), il cui mandato viene esteso, e la rete europea di fact-checker, una delle novità contenute nella proposta.
Con gli Stati membri “al centro”, secondo la Commissione il Centro “fungerà da quadro per facilitare la condivisione delle informazioni e sostenere lo sviluppo di capacità per resistere alle minacce comuni in continua evoluzione, in particolare la manipolazione e l’interferenza delle informazioni straniere e la disinformazione”.
Non solo minacce esterne
Parlando con i giornalisti, il commissario Ue alla Giustizia Michael McGrath ha definito la disinformazione “una minaccia seria a cui dobbiamo rispondere in modo appropriato”.
“L’obiettivo di fondo è minare la nostra democrazia, le nostre istituzioni, danneggiare la fiducia nella politica dell’Ue e, in definitiva, danneggiare le istituzioni e l’Ue”. Lo ha dichiarato
Lo scudo “affronterà qualsiasi tentativo di interferire con il processo democratico all’interno dell’Ue. Non è focalizzato esclusivamente sulle interferenze straniere”, ha puntualizzato il commissario europeo alla Giustizia Michael McGrath. “Sarà neutrale per quanto riguarda l’origine” di queste interferenze, perchè, ha puntualizzato, “ci possono essere interferenze che coinvolgono attori all’interno dell’Ue”.
“Dobbiamo essere ciechi, in un certo senso, sulla provenienza” di queste interferenze, “in modo da proteggere l’integrità delle elezioni all’interno dell’Ue”.
Protocollo di crisi e Dsa
Una particolare enfasi è posta sul ruolo delle “nuove tecniche di manipolazione online” nelle campagne di manipolazione e interferenza delle informazioni (Fimi).
Tra le misure proposte per rafforzare lo spazio informativo la stesura di “un protocollo per gli incidenti e le crisi Dsa” per prevenire e affrontare incidenti gravi e interferenze nell’ambiente informatico.
La Commissione collaborerà con le piattaforme online per rafforzare gli sforzi di lotta alla disinformazione nell’ambito del Codice di condotta sulla disinformazione.
Verrà creata una rete europea “indipendente” di fact-checker, per potenziare la capacità di fact-checking in tutte le lingue ufficiali dell’Ue. Inoltre l’Osservatorio europeo dei media digitali “svilupperà nuove capacità di monitoraggio e analisi”.
Il voto
Attenzione anche al tema delle elezioni. L’esecutivo Ue ha assicurato che “rafforzerà “il lavoro svolto nell’ambito della Rete europea di cooperazione in materia elettorale, organizzando “scambi sistematici” su temi chiave per l’integrità dei processi elettorali.
Prevista la stesura di linee guida sull’uso “responsabile” dell’IA nei processi elettorali e la creazione di una rete volontaria di influencer dell’Ue per sensibilizzare sulle norme e sugli standard etici Ue.
Per “contribuire a contrastare la crescente violenza contro candidati politici e rappresentanti eletti”, la Commissione presenterà “una raccomandazione e una guida alle migliori pratiche negli Stati membri in materia di sicurezza degli attori politici.
Sostegno al giornalismo locale e indipendente
Nel documento si delineano poi diverse azioni a sostegno dei media, con un “maggiore sostegno finanziario al giornalismo indipendente e locale”. Nella prossima revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi, la Commissione “valuterà le modalità per rafforzare l’importanza dei servizi di media di interesse generale e modernizzare le norme sulla pubblicità per promuovere la sostenibilità dei media dell’Ue”.
Tra gli intenti della Commissione c’è poi quello di rafforzare le misure sulla sicurezza dei giornalisti contro pressioni indebite, minacce e attacchi, intensificando gli interventi a sostegno dell’attuale quadro normativo.
Le sfide dell’ecosistema dei media verranno affrontate anche nel contesto della revisione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Un capitolo è infine dedicato al rafforzamento della resilienza e al coinvolgimento dei cittadini con iniziative per promuovere l’alfabetizzazione mediatica e nuovi strumenti partecipativi e consultivi.












