Secondo l’analisi dell’authority, cala il pubblico tv sia nel giorno medio che in prime time. Rai si conferma il primo player, con il Tg1 come notiziario più visto.
Calano ancora le vendite dei quotidiani, con le testate locali in maggiore sofferenza.
In rete diminuiscono gli utenti di siti di news, piattaforme di ecommerce e social. Cresce invece lo streaming: dietro Netflix – primo ma in leggero calo – performance positive soprattutto per Prime e Dazn
Agcom ha pubblicato i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni aggiornati al primo semestre 2025.
Calano gli ascolti tv
L’analisi registra ascolti tv in lieve flessione rispetto allo stesso periodo del 2024, sia in prime time (-2,3%), sia nell’intera giornata (-2,04%). Ampliando l’arco temporale di riferimento, emerge una riduzione della platea televisiva tradizionale: rispetto ai primi sei mesi del 2021, si riscontra una dinamica di segno negativo degli ascolti sia nel prime time (-4,3 milioni di telespettatori; -17,9%), sia nell’intera giornata (-1,7 milioni di telespettatori; -16,6%).
In prime time Rai si conferma al primo posto in termini di ascolti, pari, nel primo semestre del 2025, a 7,7 milioni di telespettatori (38,9% di share), con un andamento in calo rispetto al medesimo periodo del 2024 (-2,5%) che si riflette sulla share (-0,1 punti percentuali). Anche per Mediaset, seguito da 6,8 milioni di telespettatori medi che rappresentano il 34,7% del complesso del pubblico televisivo, si riscontra una dinamica decrescente sul corrispettivo 2024 (-4,7%).
Stabile al terzo posto troviamo WB/Discovery con 1,7 milioni di telespettatori in media (-0,2% sul semestre dell’anno precedente); seguono Comcast/Sky i cui ascolti (1,5 milioni di individui) mostrano una lieve crescita rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente (+0,3%). Infine, Cairo Communication/La 7, con 1,2 milioni di telespettatori nel giorno medio dei primi sei mesi del 2025, registra un aumento di circa 60mila telespettatori rispetto al primo semestre del 2024 (+5,1%).
La7 in controtendenza sull’intera giornata
Rai si conferma in testa anche nell’intera giornata, con 3,1 milioni di telespettatori e il 37% (-3,2% di ascolti sul 2024). Mediaset, con 3,1 milioni di individui e il 36,7% del pubblico complessivo, presenta una flessione (circa 80mila telespettatori, -2,5%). Seguono Warner Bros. Discovery (con 758mila spettatori e il 9%) e Comcast/Sky (oltre 621mila spettatori e il 7,4%), con una contrazione per entrambi pari a -1,8%.
In controtendenza, con 397mila telespettatori raggiunti e una share del 4,7%, troviamo Cairo Communication/La7 che cresce del 10% rispetto al primo semestre del 2024.
Tra il primo semestre del 2021 e lo stesso periodo del 2025 tutti gli editori registrano una contrazione del proprio pubblico: Rai perde 865mila telespettatori (-21,8%); Mediaset 385mila (-11,1%), Warner Bros. Discovery 41mila utenti (-5,1%), Comcast /Sky 49mila (-7,3%) e Cairo Communication/La 7 32mila (-7,6%).
AGCOM_Osservatorio-n.3-2025_1L’andamento dei canali
Quanto ai principali canali analizzati (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, TV8 e Nove), in prime time si registrano nel complesso poco più di 14 milioni di telespettatori, in calo di circa 94mila (-0,7%) sul primo semestre del 2024. Andamenti positivi per Rai 1 che ha raggiunto 4,8 milioni medi di telespettatori (con il 24,5%, in crescita di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024).
Analogamente cresce il pubblico di Italia 1 che nel medesimo semestre ha raggiunto 1,2 milioni di telespettatori (6,2% del pubblico; +0,3 punti percentuali), così come quello di La7 che è stato seguito da circa 1,2 milioni di spettatori (5,9% di share; +0,5 punti percentuali); di Rete 4 che registra 950mila telespettatori (4,8% del totale; +0,7 punti percentuali); di Nove, con 625mila ascoltatori e una share del 3,2% (+0,02 punti percentuali) e, infine, di TV8 che supera i 550mila soggetti (pari al 2,8% del pubblico complessivo; + 0,4 punti percentuali).
Dinamiche opposte si riscontrano per Rai 2 e Rai 3 che nel primo semestre del 2025 ottengono, rispettivamente, 862mila e 1,1 milioni di telespettatori, pari al 4,4% per Rai 2 (-0,3 punti rispetto al primo semestre 2024) e del 5,5% per Rai 3 (-0,2 punti) e Canale 5, con 2,7 milioni di individui e una quota del 14% (-390mila spettatori; -1,6 punti).
Tg1 il notiziario più visto
Sul fronte tg, il telegiornale più visto rimane il Tg1 delle 20:00 (con quasi 4,6 milioni di ascolti giornalieri; +2,6% sui due semestri analizzati). Segue il Tg5 delle 20:00 (che ottiene oltre 3,4 milioni di telespettatori, -7,1%), mentre al terzo posto con 2,2 milioni di telespettatori si piazza il TgR, edizione dedicata prevalentemente a temi dell’informazione locale, che presenta un andamento negativo rispetto ai primi sei mesi del 2024 (-2,2%), così come il telegiornale edito sempre da Rai 3 (con contenuti informativi prevalentemente di interesse a livello nazionale) che ottiene 1,7 milioni di ascolti (-1,4%).
Per quanto riguarda gli altri Tg serali di MFE/Mediaset, andamenti positivi si riscontrano sia per gli ascoltatori di Studio Aperto delle 18:30 (+13,1% su base annua), sia per gli ascolti del Tg4 delle 19:00 (+23,1%). Anche gli spettatori del Tg La7 crescono su base annua (+7,6%).
Per i principali canali “all news” (Rai News 24, TGcom24 e Sky Tg24), si riscontra una dinamica negativa su base annua del pubblico considerando le diverse fasce orarie, con la sola eccezione delle fasce 12:00 – 15:00 e 20:30 – 22:30, rispettivamente per TgCom24 e Sky Tg24, che registrano una crescita del +6,6% e +4,9% e del +11% e +11,4%. Si osservano cali significativi nella fascia oraria 07:00 – 09:00, in particolare per Rai News 24, in diminuzione del 12,9%. Una dinamica negativa più marcata per Rai News 24 si registra anche nel prime time 20:30 – 22:30 (10,1%). Nei primi sei mesi del 2025, Rai News 24 risulta il canale più seguito nella fascia 07:00 – 09:00, mentre TgCom24 prevale nelle altre fasce orarie analizzate.
Quotidiani in calo
Si conferma anche nei primi sei mesi del 2025 la dinamica negativa dell’editoria quotidiana, riflettendo una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti.
Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 220 milioni di unità (circa 1,4 milioni di copie medie giornaliere nei primi sei mesi del 2025), si osserva una flessione su base annua del 7,1% e del 29,6% rispetto al primo semestre del 2021.
Nel confronto con i primi sei mesi del 2025, i quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli della seconda categoria (-6,2% vs -8,3%). Analogamente, anche ampliando il confronto ai primi sei mesi del 2021, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 27,4% a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-32,3%).
Digitale “più concentrato”
Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 186,6 milioni (1,2 milioni di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 7,8% (risultavano 202,4 milioni nei primi sei mesi del 2024) e del 31,5% rispetto al primo semestre del 2021 quando ne venivano vendute complessivamente 272,4 milioni (con una media giornaliera di circa 2 milioni di copie giornaliere).
Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il primo semestre del 2025 con quello dell’anno precedente di 2,9% e del 16,6%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (primi sei mesi del 2021). La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è più concentrata rispetto a quella cartacea. Infatti, nel primo semestre del 2025, le prime cinque testate in termini di copie digitali (Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Sole 24Ore, La Repubblica, La Stampa) rappresentano oltre il 61% delle copie complessivamente vendute, mentre, se si considerano le copie cartacee delle prime cinque testate (in questo caso il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La Repubblica, Avvenire e La Stampa) si raggiunge una quota del 33% sul totale delle vendite dei quotidiani in tale formato.
Generalisti in calo, sportivi stabili
Analizzando i quotidiani per “generi” editoriali, i principali cinque quotidiani nazionali che presentano contenuti “generalisti” (in ordine di copie totali vendute: Corriere della Sera, La Repubblica, Avvenire, La Stampa e Il Messaggero) nel primo semestre del 2025 hanno registrato una flessione nella vendita di copie cartacee pari al 7,6% rispetto ai corrispondenti volumi del medesimo periodo del 2024 (-4,8 milioni di copie); tale flessione si amplia al 32,7% con riferimento al primo semestre del 2021 (-28,5 milioni di copie). Passando alle vendite complessive di copie in formato digitale per tale genere, si osserva una flessione meno marcata, sia rispetto ai primi sei mesi del 2024 (-1,7%, pari a -287 mila copie), sia rispetto al primo semestre del 2021 (-3,4%, pari a 577 mila copie).
Per le altre categorie individuate, nonostante il calo generalizzato delle copie complessive, alcune testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza. In particolare, i quotidiani sportivi nel formato cartaceo risultano i più stabili, con una flessione moderata (-15,1% in 5 anni, -3,8 milioni di copie), mentre nel digitale, invece, nell’ultimo anno si è registrato una crescita del 53,9% (+403 mila copie). Diversamente, i quotidiani economici, nell’arco dell’intero periodo considerato, registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-42,1%, pari a -4,7 milioni di copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-8,2%, pari a -437 mila copie). Le testate locali continuano ad evidenziare una contrazione delle vendite in entrambi i formati, con un andamento negativo meno intenso nella versione digitale (complessivamente su base annua -8,4 milioni di copie).
Cairo/Rcs principale player
L’analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nei primi sei mesi del 2025, Cairo/RCS quale principale player sul mercato (19,4% considerando il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da Gedi con il 12,3% (il dato comprende, a partire da dicembre 2024, testate tra cui La Repubblica, La Stampa, La provincia Pavese)[2], da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) rispettivamente con il 9,3% e il 7,5%.
Nelle posizioni successive, Avvenire Nuova Editoriale Italiana con il 5,1%, seguito da Il Gruppo 24 Ore con il 4,8%; da Nord-est Multimedia che, (tenuto conto delle seguenti testate: Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo) raggiunge una quota del 4,5%; da Roberto Amodei con il 4,3% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); da Tosinvest/Angelucci con il 4% (considerando Il Giornale, Opinioni nuove – Libero quotidiano e Il Tempo) e dal Gruppo Sae con il 3,7% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena).
Più di 43,6 milioni di utenti per le piattaforme
Guardando alla rete, nel primo semestre sono stati 43 milioni e 611mila gli utenti unici hanno navigato, in media ciascuno per un totale di 69 ore e 12 minuti.
Ai primi posti della graduatoria si confermano l’insieme di siti web e applicazioni che hanno a riferimento i big player internazionali (Alphabet/Google, Meta/Facebook/Instagram, Amazon, Microsoft), che registrano andamenti in contrazione sia su base annua, sia considerando il mese di giugno 2021, seguiti dalle piattaforme afferenti ad alcuni gruppi editoriali e operatori nazionali (Gedi Gruppo editoriale, Cairo Communication/Rcs Mediagroup, Poste Italiane, Finivest/Mondadori) con utenti unici in contrazione rispetto a giugno 2024, con la sola eccezione di Finvest/Mediaset che presenta un incremento degli utenti raggiunti (+37%).
Repubblica il sito generalista più seguito
Quanto ai siti e applicazioni di informazione generalista, lo scorso giugno si sono registrati 37 milioni e 770mila utenti unici, con una contrazione del 2,6% (-1 milione di visitatori) rispetto a giugno 2024. Specificamente, con circa 28 milioni e 802mila utenti unici, quello de “La Repubblica” è risultato il sito (e relative applicazioni) maggiormente frequentato (-2,7% rispetto al traffico raggiunto a giugno 2024), seguito da “Corriere della Sera” (28 milioni e 20mila utenti, -3,2%) e “TgCom24” (20 milioni e 411mila internauti, +10%).
Giù utenti social e eCommerce
Per quanto riguarda i social network, ai primi posti si riscontrano le piattaforme riconducibili al gruppo Meta: Facebook con 35 milioni e 356mila utenti, registra una contrazione del 5% rispetto ai valori di giugno 2024, Instagram con 32 milioni e 656mila visitatori risulta anch’essa in calo del 3,4% su base annua. Anche TikTok (Gruppo Bytedance) con 22 milioni e 456mila visitatori registra nel confronto con giugno 2024 una contrazione (-1,3%). Per LinkedIn, Pinterest e X (ex Twitter) si riscontrano delle dinamiche analoghe (rispettivamente, -9,2%; -20,3% e -33,2%) rispetto agli utenti unici raggiunti a giugno 2024.
L’analisi delle piattaforme online di e-commerce evidenzia, con 37 milioni e 861 mila utenti unici registrati a giugno 2025, un decremento di 1,15 milioni di visitatori rispetto allo stesso mese del 2024. Nel dettaglio, ai primi posti si collocano i siti e le applicazioni di e-commerce di proprietà di Amazon, con 34 milioni e 268mila utenti unici (in contrazione del 4,2% rispetto a giugno 2024), seguite da Temu (PDD Holding) con 22 milioni e 670mila utenti (+87%) e da eBay che ottiene 14 milioni e 486mila visitatori (-9,1%).
Cresce lo streaming
Per quanto riguarda poi le piattaforme che offrono servizi di video on demand esclusivamente a pagamento, allo scorso giugno, con 14,6 milioni di navigatori unici, si riscontra una crescita rispetto ai visitatori raggiunti nel giugno 2024 (+245 mila internauti, +1,7%).
In media, nel primo semestre del 2025, Netflix, con 8,1 milioni di utenti unici registra una sostanziale stabilità rispetto ai visitatori medi registrati nel medesimo periodo del 2024 (-0,6%). Segue Amazon Prime Video i cui siti e applicazioni sono stati consultati da 7,1 milioni di visitatori medi (in crescita del +3,8% sugli utenti medi dei primi sei mesi del 2024), Disney+ che raggiunge 3,7 milioni di internauti (+0,6%), Dazn, visitato da 2,2 milioni di utenti unici (in crescita del 3,1%) e, infine, Now (Sky), con visitatori unici medi pari a 1,3 milioni (-10,2%).
Il tempo complessivo di navigazione sui principali siti di streaming video che offrono servizi esclusivamente a pagamento, a giugno 2025, raggiunge quasi 47 milioni di ore, in crescita rispetto al giugno 2024 (+17,2%).
Tra le piattaforme video on demand gratuite, quelle maggiormente visitate in termini di utenti unici medi mensili sono risultate News Mediaset Sites, che ottiene 21,1 milioni di visitatori, RaiPlay che raggiunge 9,2 milioni di soggetti e Sky Tg24 che registra 9,4 milioni di utenti. Il tempo di navigazione dedicato a questa tipologia di siti, lo scorso giugno, è stato di oltre 27 milioni di ore, in crescita dell’11,2% a distanza di 12 mesi. Analogamente, il tempo dedicato alla consultazione dei siti e applicazioni di tali piattaforme dai navigatori, pari ad oltre 46 minuti risulta in aumento (quasi 3 minuti in più rispetto a giugno 2024).

















