Alberto Barachini

Barachini: 17 milioni per le edicole. Con IA attenzione a effetto tunnel che fa accontentare

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Edicole presidi di democrazia, dice il segretario all’editoria a Città di Castello, annunciando lo stanziamento di fonti per punti vendita e filiera. Aggiungendo un plauso all’editoria locale per la capacità di raccontare storie vicine al territorio. Perchè Google e Meta, aggiunge, non “mandano giornalisti in strada”

Attenzione e interventi per il settore, a cominciare dalle edicole, il valore dei media locali per raccontare storie che altrimenti resterebbero nascoste e il rischio di un effetto ‘tunnel’ innescato dall’IA.
Sono tanti i temi che Alberto Barachini ha toccato, intervenendo a Città di Castello, all’evento del Gruppo Corriere dell’Umbria dedicato a editoria e informazione.

“Stiamo lavorando per sostenere il settore e abbiamo lavorato in questi anni con tante misure a sostegno degli editori, degli editori locali, della stampa locale, delle edicole, e lavoreremo anche in prospettiva”, ha spiegato, annunciando – nel dettaglio – un intervento da 17 milioni di euro per il 2025 a sostegno delle edicole e, per la prima volta, della filiera della distribuzione.
“È fondamentale sostenere i punti vendita, ma anche garantire che i distributori a quei punti vendita ci arrivino”, ha rimarcato. Sono “presidi di prossimità e strumenti per far sentire ai cittadini quanto l’informazione sia loro vicina”.

L’impegno del Governo

“Accanto agli editori ci siamo sempre stati sin dall’inizio di questo governo, ci siamo e ci saremo. Il nostro focus è chiaro: tutela dell’occupazione e quindi autonomia dei giornalisti, assunzioni e investimenti e quindi innovazione per consentire al settore di fronteggiare le sfide del mercato digitale internazionale”.
Il governo sta riformando il sostegno all’editoria, con un cambio di paradigma. “Aiuteremo gli editori che i giornali li distribuiscono, non solo quelli che li stampano”, ha affermato, definendo il sistema precedente “un meccanismo perverso”. Un sostegno cruciale andrà all’editoria locale , perché “Google e Meta non manderanno giornalisti nelle strade delle nostre regioni”, conclude.

“Sappiamo che è un momento complesso, ma stiamo cercando risorse”, ha aggiunto anche in merito all’erogazione di fondi e sostegni per il settore. “Con la responsabilità condivisa fra istituzioni ed editori possiamo sicuramente superare le difficoltà”, ha aggiunto, riconoscendo tra l’altro l’impegno trasversale delle forze politiche. “Questa è una battaglia di civiltà e democrazia”, ha aggiunto, chiamando però in causa anche l’impegno dei cittadini.

Da editoria locale storie che altri non raccontano

Accanto ai grandi nomi nazionali, Barachini ha guardato al valore dell’editoria locale. “Qualcuno dice che nel mondo digitale il sostegno all’editoria non sia più così importante. Io credo esattamente il contrario”. “L’editoria locale racconta storie che la grande editoria internazionale non può raccontare: è vicina ai cittadini, i giornalisti vanno per strada, parlano con le persone, raccontano una comunità e un territorio”.
Barachini ha poi difeso il valore dei giornali di carta: “continuano a orientare – ha detto – il dibattito politico, istituzionale, televisivo. Anche sul web e sui social si parla spesso di ciò che hanno scritto i giornali la mattina. Allora poniamoci una domanda: i giornali continuano a essere centrali nella nostra vita? La mia risposta è sì”.

L’IA e l’effetto Wikipedia

A diventare sempre più ingombrante per il settore – ma non solo – c’è l’intelligenza artificiale. “Certamente la sfida dell’intelligenza artificiale è un potenziale rischio, anche perché molti utenti, molti cittadini, molti lettori si accontentano troppo velocemente delle sintesi dell’IA e non vanno ad approfondire”, ha continuato.
“Il problema è quello di potenziali ‘tunnel’ nei quali il cittadino viene inserito e dai quali fatica a uscire”, ha speigato ancora, in quello che ha definito un “effetto Wikipedia”.

Barachini ha ricordato ancora l’impegno del governo su questo fronte, con la commissione ad hoc istituita e guidata da padre Benanti. “Abbiamo inserito un articolo che difende il diritto d’autore, base del sostegno editoriale”, ha detto Barachini. La novità più rilevante è però l’articolo 26, che introduce il reato di deepfake. “È un’innovazione unica”, ha rivendicato. “Il deepfake consuma la fiducia tra cittadini e informazione e può condizionare le campagne elettorali. È importante che i cittadini sappiano che non è un gioco, ma un pericolo”, ha aggiunto.

Le mosse europee

Barachini ha poi citato gli impegni e gli interventi europei, a cominciare dal recentissimo ‘Democracy Shield, lo scudo europeo per la democrazia, e le ripercussioni positive sul settore. “La difesa dell’editoria professionale è un tema forte e condiviso. Dobbiamo mettere in campo azioni – ha aggiunto – perché i cittadini tornino ad avere con l’informazione un rapporto di vicinanza, di fiducia e di continuità, sfruttando quella che è una straordinaria potenza democratica”.

E, sempre guardando alla stringente attulità, il sottosegretario ha citato l’indagine aperta dall’Ue su Google. “Ritengo importante che l’Europa abbia aperto un procedimento per verificare se gli over-the-top diano il corretto spazio all’informazione professionale, giornalistica e di interesse pubblico”. “È un’istanza che abbiamo portato come governo italiano anche all’ultimo vertice di Copenaghen con i ministri dei media e della cultura europea”, ha aggiunto.

La scelte del Corriere su Lavrov

Infine un accenno all’attacco del ministro degli esteri russo Lavrov al Corriere. “Ritengo che sarebbe stata una censura pubblicare l’intervista di Lavrov stralciando le parti diffamatorie o non verificate”, definendo la decisione di una “scelta editoriale nel pieno della responsabilità del direttore Corriere della sera che stimo e apprezzo da tempo”.
“La scelta editoriale del Corriere della sera di non pubblicare l’intervista – ha detto ancora Barachini – rispetta sia il ministro Lavrov sia i lettori del Corriere che non hanno letto dichiarazioni diffamatorie, lesive probabilmente, secondo quanto riporta il quotidiano, di interessi nazionali e internazionali”, ha concluso.