Dimensione “onlife”, senza confini tra reale e virtuale. Secondo la XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio di Save the Children, oltre il 92% degli adolescenti italiani utilizza strumenti di IA, con percentuali molto superiori rispetto agli adulti. Quasi la metà dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni si è rivolta a chatbot come ChatGPT nei momenti di tristezza, solitudine o ansia, e una quota simile li ha consultati per prendere decisioni importanti su relazioni, scuola e lavoro. L’indagine evidenzia il ruolo crescente dell’IA come supporto emotivo e informativo, ma anche i rischi di isolamento, cyberbullismo e divari di benessere psicologico, soprattutto tra le ragazze.
Secondo la XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio diSave the Children, il 41,8% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha chiesto aiuto a strumenti di Intelligenza Artificiale nei momenti di tristezza, solitudine o ansia. Una percentuale simile, il 42%, li ha consultati per prendere decisioni importanti su relazioni, scuola e lavoro. Il 92,5% degli adolescenti utilizza l’IA, contro il 46,7% degli adulti, e quasi uno su tre la usa ogni giorno.
Adolescenza onlife: tra consapevolezza e isolamento
La vita dei nativi digitali si svolge in una dimensione “onlife”, senza confini tra reale e virtuale. Gli adolescenti cercano spazi di condivisione ma rischiano isolamento e iperconnessione. Il 38% ammette di guardare spesso il cellulare anche in presenza di amici o familiari, mentre il 27% si sente nervoso se non lo ha con sé.
La caratteristica più apprezzata dell’IA tra gli adolescenti è il fatto che ‘è sempre disponibile’ (28,8%), ma anche (14,5%) che ‘mi capisce e mi tratta bene’ e ‘che non mi giudica’ (12,4%).
Il 58,1% degli utilizzatori dell’IA ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita (il 14,3% spesso, il 43,8% qualche volta), il 63,5% ha trovato più soddisfacente confrontarsi con uno strumento dell’IA che con una persona reale (il 20,8% spesso, il 42,7% qualche volta); il 48,4% ha condiviso informazioni della sua vita reale.
Rispetto al cellulare, il 38% dei 15-19enni afferma di guardarlo spesso in presenza di amici o parenti – il fenomeno del ‘phubbing’ – e il 27% si sente nervoso quando non lo ha con sé.
Più di uno su 8 è iperconnesso, cioè risponde ad indicatori che rilevano un profilo di uso problematico di internet (13%) e il 47,1% è stato vittima di cyberbullismo, un dato in aumento dal 2018, quando le vittime erano il 31,1%. Il 30% ha fatto ghosting, bloccando una persona improvvisamente senza fornire spiegazioni. Il 37% dei 15-19enni trascorre tempo sui siti porno per adulti, percentuale che sale al 54,5 % nel caso dei ragazzi, rispetto al 19,1% delle ragazze.
Benessere psicologico e divari di genere
Il 60% degli adolescenti dichiara di essere soddisfatto di sé, ma con forti differenze tra ragazzi (71%) e ragazze (50%). Solo una su tre mostra un buon equilibrio psicologico, contro due ragazzi su tre. Meno della metà complessiva afferma di stare bene psicologicamente, con un divario di oltre 30 punti percentuali rispetto ad altri Paesi europei.
Cyberbullismo e relazioni digitali
Il 47,1% dei giovani tra i 15 e i 19 anni è stato vittima di cyberbullismo, un dato in crescita rispetto al 2018. Il 30% ha fatto ghosting, interrompendo improvvisamente i rapporti online, mentre il 37% frequenta siti pornografici, con una netta prevalenza tra i ragazzi. Nonostante ciò, gli amici restano un punto fermo: oltre 8 adolescenti su 10 sono soddisfatti delle proprie relazioni amicali.
Cultura e tempo libero: Italia indietro rispetto all’Europa
Un adolescente su due non ha visitato musei o mostre nel 2024, il 21% non è mai andato al cinema e il 46% non legge libri al di fuori di quelli scolastici. Il 18% non pratica alcuna attività fisica, con percentuali più alte nel Mezzogiorno. Solo il 47,6% dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha fatto una vacanza di almeno una notte, contro l’81% dei coetanei spagnoli e il 90% degli olandesi.
Demografia e famiglie a rischio
Gli adolescenti italiani sono poco più di 4 milioni, appena il 6,8% della popolazione. Sempre più spesso figli unici e in famiglie monogenitoriali, vivono in nuclei fragili e a rischio di povertà. Nel 2024, oltre un quarto dei ragazzi tra 11 e 15 anni era a rischio povertà o esclusione sociale, con punte del 41,9% nel Mezzogiorno.
Scuola e divari educativi
La scuola resta centrale ma evidenzia forti disuguaglianze. Il tasso di dispersione implicita alla fine delle superiori è dell’8,7%, con punte del 17,6% in Campania. Gli early school leavers, cioè i giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato la scuola, sono il 9,8%, in calo rispetto al 2020 ma ancora elevati. Gli studenti stranieri hanno tassi di abbandono più alti e una scarsa rappresentanza nei licei.
Un’urgenza educativa e sociale
L’Atlante di Save the Children evidenzia come l’Intelligenza Artificiale sia ormai parte integrante della quotidianità degli adolescenti, svolgendo in alcuni casi un ruolo di conforto emotivo. L’organizzazione richiama l’urgenza di rafforzare i servizi di salute mentale, ridurre i divari educativi e creare spazi di protagonismo per i giovani, affinché possano crescere con opportunità reali e non solo digitali.
immagine realizzata da ChatGpt
















