Quando internet ha smesso di essere una promessa

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Alla presentazione romana del libro Qualcosa è andato storto di Riccardo Luna, Paolo Giordano ha aperto la serata sostenendo che i social sono diventati il posto più tossico dove passiamo il nostro tempo.

Luna, che è stato il primo direttore di Wired Italia, ha ricordato con le pagine lette da Lunetta che la nascita del www parte dall’idea di collegare gratuitamente conoscenza e persone, senza muri.

Il libro parte da una domanda: quando è cambiato tutto? Quando i bambini hanno smesso di sognare di fare gli astronauti per voler diventare influencer? Luna cerca di capire perché internet, che doveva aprire la democrazia e dare potere ai cittadini, si è trasformato in qualcosa che molti vivono come ostile. La risposta sta nell’incontro tra la promessa del “tutto gratis” e i capitali che sono entrati in gioco. La rete è diventata una macchina per fare profitti.

Poi sempre dalla telefonia e dalla rete sono arrivate parole che prima non esistevano quali like, hashtag, follower.

Parole e concetti ad esse collegati che hanno cambiato non solo come parliamo, ma come ci vediamo.

I social hanno spinto verso contenuti divisivi e polarizzati, hanno fatto perdere un senso comune sui fatti fondamentali.

Luna ha faticato ad ammettere che i social non solo ci hanno abituato al negativo, ma hanno chiuso molte porte che internet aveva aperto.
Ha inoltre sottolineato che oggi siamo convinti che il mondo sia pericoloso, che le persone siano aggressive, che l’odio sia ovunque.
Ma questa percezione, come ha sottolineato Giordano, nasce soprattutto dai social, non dalla realtà dei numeri sottostanti.

Il libro ricostruisce l’epopea della Silicon Valley, da quando gli imprenditori tech sembravano tutti buoni fino a oggi.

Ma Luna chiude con qualcosa che non è pessimismo, è lucidità: se qualcosa è andato storto, ma nessuno vuol pensare ad un mondo senza internet ma siamo ancora in tempo per cambiare il futuro sul come usiamo i social e le modalità in cui si genera profitto dalla rete . Bisogna capire come ci siamo arrivati. Ed è quello che prova a fare questo libro.