Parità, giovani e AI – Donna Moderna racconta la violenza che non si vede

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Al Teatro Elfo Puccini si è conclusa ieri la seconda edizione di ‘Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità’, il progetto annuale di Donna Moderna dedicato alla promozione di una cultura della non violenza. Dopo la consegna della Road Map con 25 proposte alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo scorso anno, il progetto ha coinvolto oltre 300 persone tra istituzioni, esperti, e studenti della Scuola Holden, del Liceo scientifico Piero Bottoni di Milano e del college H Farm.

H FARM

Gli stereotipi e il peso della cultura

La direttrice di Donna Moderna, Maria Elena Viola, ha spiegato che il lavoro dell’anno ha riguardato l’indagine su stereotipi e retaggi culturali attraverso quattro sondaggi SWG e una riflessione su educazione all’affettività, indipendenza economica, genitorialità condivisa, linguaggio dei media e impatto dell’AI. La violenza di genere nasce spesso da comportamenti quotidiani considerati ‘normali’, dal controllo del cellulare alla dipendenza economica fino alle rinunce professionali dopo la maternità.

Maria Elena Viola, Direttrice di Donna Moderna; Monica Provini, Head of Group Media Relations, Content & Channels di Generali; Irene Boni, Chief Executive Officer di Unhate Foundation; Alessandra Coppolino, Communication Manager di Jeep Italia; Manuela Giusti, People Relations & Compensation Director di Wind Tre; Cristina Tedeschi, Culture, People Inclusion & Communication Director di Wind Tre.

“Nell’ascoltare le voci delle ragazze e dei ragazzi ci siamo resi conto che le loro fragilità non sono altro che un’espressione delle falle della nostra società, perché i ragazzi non nascono fragili, ma lo diventano crescendo all’interno di un percorso in cui vengono portati avanti stereotipi fin da bambini”, ha spiegato Irene Boni, Chief Executive Officer di Unhate Foundation.

“Abbiamo in carico 250 orfani di femminicidio in tutta Italia. Non possiamo cambiare le loro storie, ma vogliamo riuscire a riscriverne il finale”, racconta Simona Rotondi, vice coordinatrice di Coni Bambini, che insieme all’associazione Olga ha realizzato ‘Vite spezzate’, un podcast dedicato alle persone che hanno vissuto un femminicidio.

La campagna sociale: quattro storie, quattro assenze

La nuova campagna sociale, presentata a Milano, utilizza spazi vuoti: un ufficio, un bar, una fermata del tram, uno spogliatoio, accompagnati solo da voci e frasi comuni. L’assenza di volti rende evidente quanto certi atteggiamenti siano normalizzati. Gli spot saranno diffusi su magazine, sito e social di Donna Moderna, su tutti i brand SEI (Starbene, Sale&Pepe, Casa Facile, Confidenze, Panorama), sui circuiti di Retail Media e sugli impianti DOOH nelle principali zone di Milano.

I dati SWG

“Ancora oggi la cultura che ci circonda continua a condizionare le scelte delle donne molto più di quanto immaginiamo”,spiega Maria Elena Viola, direttrice di Donna Moderna.

I dati raccolti da SWG mostrano una fragilità diffusa: quasi una donna su due in coppia non ha un conto corrente personale e il 51% sarebbe in difficoltà economica in caso di separazione. Pur considerando la parità un valore condiviso (8 italiani su 10), oltre un terzo ritiene che sia ancora lontana. Il 51% delle donne ammette che la propria percezione dei ruoli di genere è influenzata da film, serie e TV. Tra gli uomini, il 58% considera ‘maschile’ giocare con le macchinine. Per il 27% delle donne il successo femminile è ancora legato all’essere una ‘buona madre’. Una donna su due non tollera linguaggi poco paritari, mentre metà degli uomini li considera semplici ‘battute’.

Giovani e AI: tra gelosia, consenso e distorsioni digitali

Un dato rilevante riguarda la Gen Z: il 20% usa ChatGPT come supporto emotivo (dati H-Farm College). Tra gli adolescenti, uno su quattro considera la gelosia una prova d’amore, quasi uno su due fatica a dire ‘no’ a un rapporto indesiderato e oltre il 30% minimizza comportamenti violenti.

H-FARM College ha coinvolto i suoi studenti in un progetto concreto con Donna Moderna e Fondazione Libellula: la challenge ‘AI Ally: Stop Gender Violence’, lanciata il 24 settembre. L’obiettivo era creare un AI Agent in grado di offrire supporto empatico ai giovani, riconoscere segnali di relazioni potenzialmente tossiche e aiutare a distinguere amore da controllo. Al termine di un workshop, gli studenti hanno sviluppato in team proposte che sono state poi valutate da una giuria: il progetto vincitore, Diary Ally, è un prototipo di app-diario digitale che sfrutta l’IA per identificare ‘red flag’ emotive, suggerire risorse utili e creare uno spazio sicuro per riflettere sulla violenza di genere.

ll progetto vincitore, Diary Ally, presentato dai ragazzi della H Farm

Scuola Holden e il liceo Bottoni

Nel corso dell’anno il progetto ha coinvolto la Scuola Holden, che ha prodotto racconti sul tema del consenso, e il Liceo Bottoni, dove gli studenti hanno partecipato a un debate su stereotipi e mascolinità. Giornalisti e professionisti dei media sono stati invitati a ragionare su un linguaggio più attento, mentre un gruppo di esperti ha analizzato come progettare AI meno distorte.

Scuola Holden

“Solo la letteratura e la narrativa possono aiutarci a vedere le sfumature in temi fondamentali come il consenso”, ha commentato la scrittrice e docente della scuola Holden Giulia Muscatelli, insieme sul palco alla responsabile comunicazione Silvia Pevato.

La capsule dedicata al 25 novembre

In collaborazione con il brand Axept, è stata realizzata una collezione di sneaker dedicata alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. I colori scelti sono bianco e rosso, con il numero antiviolenza 1522 impresso sulla linguetta.

“La parità non nasce da un gesto simbolico, ma da una somma di azioni quotidiane, di donne e uomini”, conclude Viola.

Partner e collaborazioni

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione scientifica dell’Università Statale di Milano, Fondazione Libellula, MyEdu, Valore D e H-Farm College. Partner dell’iniziativa sono Generali, Jeep, Banca Mediolanum, Mundys, Wind Tre e La Toscana delle Donne.