Meta deve pagare 500 milioni ai media in Spagna per concorrenza sleale

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La sanzione nella causa intentata dall’associazione dei media di informazione con ‘accusa di aver usato dati ottenuti senza consenso per la vendita di pubblicità personalizzate

Meta è stata condannata a risarcire per oltre 542 milioni di euro oltre 80 media spagnoli per concorrenza sleale.

La sentenza riguarda la causa intentata dall’Associazione dei Media di Informazione (Ami), che raggruppa le principali testate iberiche, fra cui El Pais, sull’uso dei dati da parte di Meta per la vendita di pubblicità personalizzata tra maggio 2018 e luglio 2023 – anno in cui è stata effettuata la denuncia – senza il consenso esplicito richiesto dal Regolamento europeo di Protezione dei dati (Gdpr).

Pubblicità personalizzata senza consenso

Il giudice del tribunale mercantile di Madrid, Teodoro Ladron Roda, ha stabilito che la big tech di Mark Zuckerberg ha violato la normativa europea sulla protezione dei dati, utilizzando indebitamente quelli personali di milioni di utenti di Facebook e Instagram ottenuti sia dalle proprie piattaforme che da web esterne visitate dagli utenti.
Il trattamento illecito di questa enorme quantità di dati personali ha comportato per Meta un vantaggio competitivo che i media iberici non potevano uguagliare.

La sentenza – appellabile – si basa sull’articolo 15 della Legge della Concorrenza Sleale, che considera tale la prevalenza sul mercato di un vantaggio competitivo mediante la violazione delle leggi. In questo caso attraverso la violazione del Regolamento generale sulla protezione ei dati (Rgpd), entrato in vigore nel maggio 2018.
Nella sentenza, il magistrato stima che Meta avrebbe lucrato in Spagna con la pubblicità online, durante i cinque anni che è durata l’infrazione, oltre 5.281 milioni di euro.

La condanna, si legge sui media iberici, prevede nel dettaglio il pagamento di 479 milioni di euro alle case editrici e alle società titolari dei diritti di pubblicità, 60 milioni per interessi e 2,5 milioni per risarcire l’agenzia Europa Press, fra gli altri.
Il risarcimento tiene conto di un danno da lucro cessante stimato in 551 milioni di euro, cifra che si avvicina alla condanna inflitta.

Modello per altri paesi?

La maxi multa inflitta a Meta in Spagna potrebbe costituire un precedente legale anche per altri Paesi, come la Francia, dove un gruppo di circa 50 media ha avviato una causa simile contro la holding social, accusandolo di pratiche illecite nel settore pubblicitario.