Una serata solenne con la Filarmonica della Scala chiude un anno di celebrazioni per il quotidiano economico. Colaiacovo, Silvestri e Tamburini: “Informazione credibile, passione e responsabilità verso il Paese”..
Un Duomo gremito ha salutato il concerto che ha chiuso, ieri giovedì 19, le celebrazioni dei 160 anni del Sole 24 Ore, un evento carico di significato che ha visto convergere istituzioni, protagonisti dell’economia, rappresentanti della comunicazione e molti collaboratori , dipendenti e lettori. A dare il benvenuto alla serata Monsignor Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, a cui hanno fatto seguito la Presidente del Gruppo 24 ORE Maria Carmela Colaiacovo, l’Amministratore Delegato Federico Silvestri e il Direttore Fabio Tamburini.

Monsignor Borgonovo ha sottolineato come la Veneranda Fabbrica del Duomo e il Capitolo Metropolitano, “custodi del Mistero che il Duomo non cessa di manifestare nel cuore della Civitas milanese”, abbiano accolto con gioia l’iniziativa, unendo la dimensione spirituale alla celebrazione civile di un quotidiano che accompagna da un secolo e mezzo l’economia italiana.

Dando il benvenuto agli ospiti, la presidente Maria Carmela Colaiacovo ha definito i 160 anni “un anniversario vissuto con forte senso di responsabilità”, ricordando che “il patrimonio di credibilità costruito dal Sole 24 Ore è il bene più prezioso che accompagnerà il Gruppo verso il futuro”.

L’ad Federico Silvestri ha ricordato che: “il concerto al Duomo di Milano è il culmine di tanti eventi per i 160 anni del Sole 24 Ore. Abbiamo girato l’Italia con iniziative che hanno riportato al centro il piacere di leggere il giornale, siamo stati a Roma a dibattere dello stato dell’industria dell’informazione, e al MUDEC dove abbiamo incontrato i nostri lettori insieme a tutte le redazioni”. Inoltre ha aggiunto Silvestri: “In un luogo iconico come il Duomo, grazie al talento della Filarmonica della Scala, celebriamo una storia che è parte dell’identità del Paese e della città di Milano. Abbiamo la responsabilità di essere un presidio equidistante di informazione credibile e verificata, utile a comprendere ciò che accade e a intercettare ciò che potrà accadere”.

Il direttore Fabio Tamburini ha sottolineato : “Il nostro impegno è cercare notizie che i lettori non conoscano già, fare interviste non banali e analisi che aiutino davvero a riflettere in un mondo che ha perso la bussola. Certe regole fondamentali non vanno tradite”. Sul tema dell’intelligenza artificiale il direttore ha osservato che “all’Ai manca il cuore” e che – come ricorda uno slogan di Radio24 – “la passione si sente”, grazie anche al lavoro del quotidiano e dell’agenzia Radiocor. Chiudere le celebrazioni “all’interno del Duomo”, ha aggiunto, è stato anche un riconoscimento per la Santa Sede, che negli ultimi anni è diventata un riferimento “per chi lavora per la pace contro le guerre”.

Il maestro Lorenzo Viotti con la Filarmonica della Scala hanno interpretato, in modo magistrale, il programma musicale – ispirato alla parola “destino”. Ideato da Piero Maranghi, editore e direttore di Classica HD, produttore, animatore culturale e direttore di Sky Classica, ha spiegato di aver scelto “in omaggio al carattere sacro del luogo è d’accordo con il maestro Viotti e i filarmonici” la celebre Ciaccona della Partita N. 2 di Johann Sebastian Bach, in una versione per orchestra del compositore giapponeseHideo Saito. E poi a seguire la Quinta Sinfonia di Cajkovskij.
In platea, accanto a collaboratori, dipendenti e partner del Gruppo 24 ORE, anche molti protagonisti dell’economia e della comunicazione milanese (e non solo): Giorgio Fossa e Vincenzo Boccia due ex presidenti di Confindustria ) Fulvio Pravadelli ( Veneranda Fabbrica del Duomo), Aldo Bisio (Engineering), Giovanna Mazzochi (Editoriale Domus), Giuliana Paoletti ( Image Building), Monica Provini (Generali), Salvatore Ricco (Amplifon), Andrea Falessi (Open Fiber), Alfonso Dell’Erario (Limited Edition), Marco Santarelli – al debutto con la sua nuova società di consulenza – e numerosi professionisti, stakeholder e lettori.
Più della metà delle navate era stata lasciata a disposizione degli appassionati di musica, in pieno spirito di apertura alla città.
La grande serata in Duomo ha rappresentato non soltanto il momento conclusivo di un anno di eventi, ma anche un gesto simbolico: la consapevolezza che un quotidiano economico, a 160 anni dalla sua nascita, continua a essere uno spazio di riferimento civile e culturale, un patrimonio nazionale che si rinnova nel dialogo con il Paese.
Tamburini: «Notizie nuove, interviste non banali. E all’Ai manca il cuore»
Il direttore Fabio Tamburini ha ribadito: «Il nostro impegno è cercare notizie che i lettori non conoscano già, interviste non banali e analisi che aiutino davvero a riflettere in un mondo che ha perso la bussola. Certe regole fondamentali non vanno tradite».
Sul tema dell’intelligenza artificiale ha osservato che «all’Ai manca il cuore» e che – come ricorda uno slogan di Radio24 – «la passione si sente», grazie anche al lavoro del quotidiano e dell’agenzia Radiocor. Chiudere le celebrazioni «all’interno del Duomo», ha aggiunto, è stato anche un riconoscimento per la Santa Sede, che negli ultimi anni è diventata un riferimento «per chi lavora per la pace contro le guerre».
Colaiacovo: «Un patrimonio di credibilità che ci guida verso il futuro»
La presidente Maria Carmela Colaiacovo ha definito i 160 anni «un anniversario vissuto con forte senso di responsabilità», ricordando che «il patrimonio di credibilità costruito dal Sole 24 Ore è il bene più prezioso che accompagnerà il Gruppo verso il futuro».
Il contributo di Maranghi e il pubblico degli “addetti ai lavori”
Il programma musicale della serata – ispirato alla parola “destino” – è stato ideato da Piero Maranghi, editore e direttore di Classica HD, produttore, animatore culturale e direttore di Sky Classica.
In platea, accanto a collaboratori, dipendenti e partner del Gruppo 24 ORE, anche molti protagonisti dell’economia e della comunicazione milanese (e non solo): Vincenzo Boccia (ex presidente Confindustria), Pravadelli (presidente Veneranda Fabbrica del Duomo), Monica Provini (Generali), Salvatore Ricco (Amplifon), Andrea Falessi (Open Fiber), Marco Santarelli – al debutto con la sua nuova società di consulenza – e numerosi professionisti, stakeholder e lettori.
Più della metà delle navate è stata lasciata a disposizione degli appassionati di musica, in pieno spirito di apertura alla città.
Una chiusura all’altezza della storia del quotidiano
La grande serata in Duomo ha rappresentato non soltanto il momento conclusivo di un anno di eventi, ma anche un gesto simbolico: la consapevolezza che un quotidiano economico, a 160 anni dalla sua nascita, continua a essere uno spazio di riferimento civile e culturale, un patrimonio nazionale che si rinnova nel dialogo con il Paese.












