Lucia Borgonzoni (foto Ansa)

Cinema, Borgonzoni: la legge Franceschini verrà cambiata

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Secondo la sottosegretaria del Mic interventi parziali o toppe sono inutili e rischiano di creare solo “un mostro”

“La legge Franceschini sul cinema andrà cambiata totalmente: dal prossimo anno non esisterà più”. A dirlo chiaramente la sottosegretario alla Cultura con delega al Cinema, Lucia Borgonzoni, a margine della presentazione del bando ‘Cultura cresce’ nella Sala Spadolini del Mic.

Riforma organica

“La legge quando è nata aveva un suo senso funzionava e poi, essendo un mondo quello dell’audiovisivo che non è solamente culturale ma anche imprenditoriale, vanno anche messe in conto delle modifiche per le esigenze che ha questo mondo”, ha evidenziato.
L’intento del governo, ha spiegato Borgonzoni, è quello di varare una riforma organica del settore comprendendo anche quello dell’audiovisivo. Lo scopo dunque è quello di “ridisegnare” insieme alle associazioni “una norma che tenga conto delle reali esigenze del comparto, superando le toppe messe negli anni e introducendo tetti chiari per ogni linea di finanziamento, dagli italiani agli stranieri, fino ai documentari”.

Borgonzoni ha parlato dei correttivi che sono stati apportati – come stop alle fatturazioni a cascata, il codice fiscale nome e cognome di chi lavora nei service – come regole inserite per correggere alcune criticità. “Quelle porteranno risultati, però ovviamente va rivista tutta la norma”, ha aggiunto.

“La riforma – ha sottolineato il sottosegretario – dovrà prevedere strumenti più solidi anche sul fronte del credito. Serve lavorare con le banche, come il Credito Sportivo, per avere prestiti agevolati che permettano alle imprese di non perdere risorse mentre attendono i pagamenti”.

Governo al lavoro sui fondi

Borgonzoni ha riferito che il governo è al lavoro sul fronte dei fondi, per recuperare “almeno 100 milioni” già per il prossimo anno, riportando il fabbisogno a quota 650 milioni. “Una parte è già stata chiesta e attendiamo solo la disponibilità formale, il resto lo stiamo cercando all’interno del ministero. Non penso ci saranno problemi”.

Settore dal potenziale enorme

Borgonzoni ha ricordato che il comparto audiovisivo costituisce “un moltiplicatore straordinario per il Pil e per l’economia del Paese”. Si tratta, ha precisato “di un settore imprenditoriale che, quando è sano, ha un moltiplicatore enorme”. Al contrario, “quando qualcuno furbescamente ruba dei soldi, il moltiplicatore si perde e il sistema non ha più il senso per cui era nato”.
Da qui la necessità di una riforma complessiva. “È inutile tirare la norma da una parte e dall’altra, rischiando di creare un mostro. Va ripresa in mano e ridisegnata”, ha concluso.