Scossoni al Quirinale e promesse economiche per la caccia al voto

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Difronte alle elezioni di domenica e lunedì in Campania, Puglia e Veneto tensione Quirinale – Governo, decreto per l’ex Ilva e condono edilizio surriscaldano la comunicazione

A una settimana dal voto regionale in Campania, Puglia e Veneto è partita una ”bordata” giornalistica de La Verità di Maurizio Belpietro che accusa il Quirinale di voler fermare la leader Giorgia Meloni, pubblicando le esternazioni del consigliere di Mattarella per la difesa, Francesco Saverio Garofani. La Verità ha alzato la palla – rileva Radio Popolare – e Fratelli d’Italia l’ha schiacciata.

L’evento, sintetizzato dalla emittente come una semplice azione di pallavolo,ha catturato la comunicazione politica nazionale con ricostruzioni, retroscena e commenti che non si sono ancora spenti. Con l’effetto, nonostante l’ufficiale chiarimento seguito all’incontro di Meloni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che secondo alcuni osservatori è servito per serrare le fila del ”popolo” di Fratelli d’Italia, quanto mai opportuno di fronte alla tornata elettorale in regioni come la Campania e la Puglia governate finora dal Centrosinistra.

Tant’è che per ingraziarsi l’elettorato pugliese mercoledì scorso il consiglio dei ministri ha anche approvato un quarto decreto per salvare l’ex Ilva di Taranto, con stabilimenti anche in Liguria, che prevede un finanziamento ponte di 108 milioni fino a febbraio, quando è attesa la conclusione della procedura di gara per l’individuazione dell’acquirente.

In Campania invece è stato riesumato un vecchio condono edilizio, riprendendo la sanatoria edilizia del 2003 e sono stati stanziati dal governo 30 milioni di euro in due anni per l’America’s Cup, la competizione velica più antica e prestigiosa al mondo che si disputerà a Napoli tra la primavera e l’estate del 2027.

Certamente più ”incandescente” è la palla” lanciata da Belpietro che ha preso in contropiede gli altri media. Infatti, come spiega sulla stessa Verità,Mario Giordano, molti giornali che hanno ricevuto la mail anonima con le esternazioni del consigliere Garofani l’hanno considerata solo come una polpetta avvelenata. Per Belpietro invece una ”notiziabilità” l’aveva e il suo noto intuito è stato premiato. Infatti sul ”Corriere della Sera” lo stesso Garofani il giorno dopo ammetteva di aver parlato a ruota libera, ma fra amici e a titolo personale, di scenari politici per fermare la leader della destra italiana alle prossime elezioni.

Alla ”palla” di Belpietro è seguita la schiacciata del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami che si è rivolto direttamente al

Quirinale. ”Confidiamo – ha scritto – che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza”.

Pronta la replica della presidenza della Repubblica: ”Al Quirinale – recita la nota – si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”.

Poi arriva l’incontro Mattarella-Meloni, ma al di là delle dichiarazioni di stima reciproca, il caso secondo i media non sembra affatto chiuso. Né a livello di Fratelli d’Italia, con la richiesta di dimissioni del consigliere Garofani; né sul fronte delle reazioni politiche con l’ex premier Matteo Renzi che intravvede un’ambizione della Meloni di andare al Quirinale; né da parte della Verità, che ha cominciato la caccia alle streghe della ”balena bianca”, la vecchia dc cattolica, ai molti collaboratori con posti di responsabilità, accanto al Presidente della Repubblica. Ignorando che è la stessa formazione politica di Mattarella, al quale tutti apprezzano la estrema correttezza a livello istituzionale, proprio anche da quei collaboratori ”alimentata”.

Anche se sono strategie per arrivare alla cosiddetta ”pancia” della gente comune, soprattutto alla vigilia di una importante tornata elettorale (e magari anche ci arrivano), non appaiono comunque un modo opportuno percomunicare una buona immagine della politica e per rallentare l’assenteismo in continuo aumento.