Cerno al Giornale, Capezzone al Tempo: finalmente il cambio dei direttori nelle testate Angelucci

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Si aspettava da mesi il rimpasto ai vertici dei due quotidiani della famiglia del deputato leghista, che porta al cambio di direzione in due testate su tre. Esce dal
gruppo Alessandro Sallusti.

La notizia dell’arrivo di Tommaso Cerno alla direzione del Giornale l’avevamo anticipata su Primaonline alla fine dello scorso maggio. Una notizia che aveva subito scatenato reazioni interne, soprattutto da parte di Vittorio Feltri, direttore editoriale della testata e figura ormai monumentale del gruppo.
A causa di quelle reazioni, gli editori si erano affrettati a smentire.

Ora però gli astri si sono allineati: la nomina di Cerno diventa operativa e sarà ufficializzata a breve. Cerno prenderà il posto di Alessandro Sallusti, che lascia il gruppo Angelucci.
Parallelamente, come già deciso da tempo, al Tempo arriverà Daniele Capezzone, attuale direttore editoriale di Libero.

Durante il suo anno e otto mesi alla guida del quotidiano romano, Cerno ha dimostrato una straordinaria energia e una capacità innovativa che hanno riportato vitalità e attenzione attorno a una testata considerata in declino dopo la direzioneChiocci.
Cerno è un direttore “solista”: imposta il giornale seguendo intuizioni personali, spesso senza condividerle prima con la redazione, dove però gode di stima per impegno e creatività.

Intervenendo a un recente convegno organizzato a Città di Castello dal Gruppo Corriere dell’Umbria, Cerno ha sottolineato come è cambiato il modo di lavorare nelle redazioni: “prima il giornale andava in cerca della notizia, ora la notizia arriva anche al giornale via social network e il valore aggiunto del giornalista non è più nel riportarla così com’è, ma solo nell’approfondimento e nella testimonianza
personale. Insomma, le notizie già si sanno, il compito del giornale è selezionarle e selezionare quelle che vanno approfondite perché dicono qualcosa in più del semplice fatto accaduto. E i giornalisti devono tornare ad essere testimoni diretti”.

Sarà interessante vedere cosa saprà fare ora per rilanciare il Giornale e tentare di riportarlo al centro dell’area del centro destra, in un contesto in cui La Verità di Belpietro ha conquistato copie, attenzione e centralità politica. Il recente scoop della Verità sul caso Garofani, che ha scosso il rapporto tra Giorgia Meloni e il Quirinale, mostra quanto il quotidiano di Belpietro sia diventato un competitor